Chi sono Giovanni Franzoni e Dominik Paris: doppio podio azzurro nella discesa libera, le prime medaglie italiane a Milano-Cortina 2026

Il 24enne bresciano d’argento e il veterano altoatesino di bronzo: carriere, record e curiosità dei due protagonisti del giorno

di Pietro Cifarelli
Sport

Milano-Cortina 2026, riscritta la storia dello sci italiano. Doppia medaglia nella discesa libera. Ma chi sono Franzoni e Paris?

La prima pagina di Milano-Cortina 2026, per l’Italia dello sci, si scrive sulla Stelvio di Bormio: nella discesa libera maschile arriva subito un doppio podio azzurro, un evento storico. Giovanni Franzoni si prende l’argento, Dominik Paris completa la festa con il bronzo, mentre l’oro va allo svizzero Franjo von Allmen, imprendibile con una prova pulita e velocissima. 

A fare notizia non è solo il risultato: è il modo in cui arriva. Sulla pista più dura, quella dove l’errore costa metri e la velocità non perdona, l’Italia piazza due uomini sul podio nel giorno che inaugura davvero il racconto sportivo dei Giochi. È una fotografia potente: una medaglia che profuma di futuro e una che ha il peso della storia personale.

Govanni Franzoni, l’argento del talento che ha imparato a farsi spazio fra i grandi

Giovanni Franzoni, nato a Brescia il 30 marzo 2001, è l’azzurro della nuova ondata. A 24 anni, su un tracciato iconico come la Stelvio, mette insieme coraggio, qualità tecnica e una freddezza rara per chi vive la prima Olimpiade. L’argento di Bormio non arriva per caso: è l’approdo di un percorso costruito presto, tra allenamenti, scelte logistiche e quella dimensione familiare che spesso, nello sci, fa la differenza. Nel suo racconto c’è anche il gemello Alessandro, presenza costante, compagno e riferimento: una rivalità sana e quotidiana che, negli anni, diventa carburante. 

Il suo biglietto da visita internazionale lo aveva già timbrato da junior: medaglie mondiali giovanili e, soprattutto, la Coppa Europa vinta nel 2022, passaggio chiave per capire che non era “solo” un prospetto.

Ma la trasformazione in atleta da prime pagine si è accelerata proprio alle porte dei Giochi: il 16 gennaio 2026, a Wengen, Franzoni conquista la prima vittoria in Coppa del Mondo nel supergigante, su una delle piste più prestigiose del calendario. E quel successo porta con sé anche una componente emotiva forte, legata alla dedica a Matteo Franzoso, amico e compagno scomparso nel 2025. 

Dentro la sua storia c’è pure un episodio che funziona come cartolina generazionale: anni fa, in una gara di gigante, a precederlo c’era un coetaneo che oggi è il volto del tennis italiano, Jannik Sinner. Dettaglio curioso, certo, ma utile per raccontare il contesto: ragazzi cresciuti tra più sport, competitivi fin da piccoli, abituati a misurarsi senza alibi.

E poi, oggi: 7 febbraio 2026, la discesa olimpica. Von Allmen vola in 1:51.61; Franzoni è secondo a 0.20, confermando che la Stelvio non premia le etichette ma la sostanza. Non è un argento “di giornata”: è la dimostrazione che l’Italia, nella disciplina più brutale, ha trovato un atleta capace di reggere velocità, pressione e aspettative. 

Dominik Paris, il bronzo del veterano dall'animo "rockettaro" che a Bormio ha un secondo cuore

Dominik Paris, nato a Merano il 14 aprile 1989, è l’altro volto di questo doppio podio: esperienza, potenza, mestiere. È uno che la velocità la conosce da sempre e che ha costruito la propria carriera sulle piste dove serve stare “dentro” la gara anche quando tutto vibra. E se c’è un luogo che somiglia a un domicilio sportivo, quello è proprio Bormio. 

La sua traiettoria è fatta di date pesanti e vittorie che restano: i primi punti in Coppa del Mondo, il salto tra i big, la prima vittoria sulla Stelvio nel 2012, i trionfi a Kitzbühel, l’argento mondiale in discesa nel 2013 e il punto più alto ai Mondiali di Åre 2019, quando vince l’oro in supergigante. È un palmarès che racconta continuità e una capacità rara di tornare competitivo anche dopo gli scossoni, come l’infortunio al ginocchio nel gennaio 2020

Il bronzo olimpico di oggi vale doppio perché completa una collezione che, fin qui, aveva avuto tutto tranne l’anello a cinque cerchi. Paris chiude terzo a 0.50 da von Allmen, con una prova da specialista vero: aggressivo dove serve, lucido quando la pista chiede rispetto. 

Fuori dalle gare, Paris sorprende per un’identità lontana dal personaggio “solo neve”: ascolta rock/metal, coltiva la musica con continuità e ha anche un progetto in prima persona, la band Rise Of Voltage fondata con il fratello Lukas, dove è vocalist. Un dettaglio che completa il ritratto: un atleta verticale in pista, ma con un mondo parallelo che gli somiglia. 

Franzoni-Paris: due medaglie, due età, lo stesso impatto

L’argento di Franzoni e il bronzo di Paris sono due storie diverse che si incastrano nello stesso fotogramma: l’Italia che lancia un nuovo protagonista e l’Italia che celebra un campione che, dopo anni di vittorie e cadute, mette le mani sulla sua Olimpiade. In mezzo c’è Bormio, c’è la Stelvio, e c’è l’inizio perfetto di Milano-Cortina 2026: non un segnale, ma un annuncio. 

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