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Il buono, il brutto e il cattivo
Voglio morire. Il fine vita e il caso Dj Fabo
Dj Fabo

Voglio morire.

Nell’epoca della semplificazione massima, della socialità ridotta al grado minimo di correttezza, è molto difficile affrontare un tema che ci ha colpito, e che riguarda la necessità politica di normare il Dolore. Finale.

E’ ovviamente semplice scegliere di lasciare l’esistenza terrena per chi vive in condizioni di assoluta prostrazione e non desidera continuare,ma solo se autosufficiente.

Nel caso la vita fosse limitata fisica con conseguente non autosufficienza, la “pratica estrema”diventa legislativamente impossibile, almeno lo era fino a ieri.

Perché la Corte ha deciso che il dolore insopportabile, inumano, possa e debba avere una conseguente risoluzione civile, l’assistenza al suicidio è una forma di pietà laica, di amore estremo per qualcuno che abbiamo avuto al fianco, come figlio, come compagno o come genitore, cui dobbiamo questo gesto ai limiti della comprensione filosofica.

Invece di creare le solite situazioni semi-legali,o costosissime visite nella civile Svizzera,oggi viene imposto al legislatore di creare le condizioni per poter dare una dignità anche a quanti si trovano in una condizione che non può più essere definita esistenza, men che meno vita, a prescindere dalla condizione e dal gradiente di dolore che il “paziente terminale”, è in grado di sopportare.

Tanti sono i nomi simbolo:Coscioni, Welby, Englaro, djFabo, che hanno schiacciato le certezze della nostra etica vacillante,volti di parenti stremati dalla sofferenza e immagini sorridenti sbiadite da anni o mesi di martirii ospedalieri, e nessuno di loro, poteva lontanamente apparire come pronto ad evadere una pratica scomoda.

Nell’invocazione “voglio morire”si riassume il grido solitario dell’uomo che non può più sopportare la negazione di se stesso e della sua essenza senziente e pensante, nessuno vuole sopravvivere in quel modo brutale, nessuno può scegliere di vegetare grazie ad una macchina meccanica, l’etica e l’estetica lo impediscono a qualsiasi creatura umana.

Morire bene e molto meglio che sopravvivere drammaticamente nel nulla del dolore costante e inguaribile,con la consapevolezza che non ci sarà salvezza o guarigione,nessun mistero dunque se nella più totale libertà scelgo di non voler continuare in questo dramma che coinvolge quanti ci hanno amato, o almeno accompagnato nella prima fase dell’esistenza vera.

Attendiamo le reazioni del Santo Padre ma quelle riguardano la coscienza del singolo,che, come per l’aborto o il divorzio può scegliere di non attuarlo,ma neppure Francesco può impedire che gli altri decidano in maniera diversa, perché libera.

Se non abbiamo deciso di nascere ma abbiamo  gioito e goduto del mondo, la Politica torni in alto e ci faccia scegliere di chiudere dignitosamente questo nostro utile o inutile passaggio esistenziale.

 

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