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Orlando paladino dell’anti-politica. Serve vera disobbedienza civile

La disobbedienza civile da Socrate a Orlando, dissoluzione della condivisione delle leggi in Italia, se l’opposizione diventa paladina dell’anti-politica

Orlando paladino dell’anti-politica. Serve vera disobbedienza civile
orlando ape
Il Sindaco Perpetuo di Palermo, splendente e tragica perla siciliana, Orlando Leo Luca, lontano dal circo mediatico da troppo tempo si è inventata un’improbabile protesta contro leggi dello stato, approvate da un parlamento, così per tornare in studio, per qualche intervista in più

Hannah Arendt, ovviamente non c’entra nulla, e neppure la disobbedienza civile nei confronti dei regimi totalitari di cui parla nel suo manifesto-saggio del 1970.

Il Sindaco Perpetuo di Palermo, splendente e tragica perla siciliana, Orlando Leo Luca, lontano dal circo mediatico da troppo tempo si è inventato un’improbabile protesta contro leggi dello stato, approvate da un parlamento, così per tornare in studio, per qualche intervista in più.

Ovviamente non entrerò nel merito della qualità di questa o di tutte le altre leggi promulgate da un organismo democratico, ma ora è arrivato il momento di analizzare l’antico detto che le leggi per gli amici si interpretano e per gli avversari si applicano, procedura troppo consueta in questo paese, paradossale patria storica del Diritto.

Gli esempi sarebbero troppi, e spesso riguardano Sindaci amministrativamente spericolati, o preti ye-ye anti-presepe e pastorelli, o anti messa cantata, qui il tema della condivisione, quantomeno, delle particelle elementari dello Stato comincia a scricchiolare.

In poche parole,siamo pronti per il far-west istituzionale, siamo alla sfida all’ok Corral? sono rispuntate le Colt  di calunniatori e contro-calunniatori, sindaci si aggregano, Presidenti Emeriti della Corte, pontificano,e Salvini incassa, e continua ad incassare consensi, sorridendo

Preoccupante è lo scenario per la pericolosità della radicalizzazione dello scontro politico che non promette nulla di buono, ma  è necessario per stanare le vecchie sacche abitudinarie, le consuetudini che non hanno voglia di esprimere altro che rancore.

Questa politica contemporanea, criticabile per quanto possa essere, ha cambiato le procedure, non si è sottomessa ai diktat che giungono, dai salotti e non dalle Camere, e non è un caso che il moderatissimo, morigeratissimo Sala stia su una posizione ondivaga, viste le prossime eventuali e difficili ri-elezioni.

Povero Orlando Furioso come lo raffigura Giannelli (anche lui prossimo a entrare nelle liste di proscrizione), alla sua tenera età cosa gli tocca fare per i soliti 15 minuti di celebrità, neanche dopo aver insultato Falcone, era più riuscito ad avere un siparietto così importante.

Insieme a Giggino De Magistris, rappresenta la diarchia del neo-Regno delle due Sicilie, meraviglia del mondo, ma solo se si evita pervicacemente di parlare dei disastri strutturali e irreversibili delle due grandi città del sud.

Se la legge non funziona, bisognava combatterla in Parlamento, discuterla, fare una proposta alternativa fino quando sentiamo affermare canuti professori di diritto che questa è una Legge Cattiva.

Cattiva?

Allora sia  la disobbedienza civile, quella vera viene voglia di farla noi, si ma contro la retorica, contro il misoneismo, contro i sofismi dei gerontocrati, e degli Immortali Amministrativi Riuniti che non sopportano, nulla che non provenga dal loro vecchio Presepe, dai rituali consolidati in decenni di inconfessabili delitti, di stanze piene di polvere,di spocchia insopportabile.

Si mettano l’animo in pace, se questa è una guerra si deve combattere nelle sedi opportune, la strada e la piazza sappiamo bene che cosa hanno prodotto nel passato: tanto bene ma anche e soprattutto tanto male, caro Orlando occupati di Palermo e dei suoi guai, se ti resta del tempo, ti sei dimenticato che il problema principale è il traffico?