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Pillole d’Europa
di Cinzia Boschiero
N.2-2015
MIGLIORI CURE PER LE INFEZIONI OSTEOARTICOLARI; NUOVI PROGETTI DI EDUCAZIONE CIVICA EUROPEA NELLE SCUOLE; LE PMI INNOVATIVE RICEVONO AIUTI
PER STARE MEGLIO COME CITTADINI EUROPEI E CONOSCERE DIRITTE E TUTTE LE OPPORTUNITA’ UTILI – In questa rubrica notizie flash sulle normative europee e internazionali, notizie internazionali ed europee utili e pratiche per la vita di tutti i giorni. E’ attivo un servizio di “A domanda, risposta” su bandi, agevolazioni, finanziamenti europei , borse di studio e di ricerca nazionali, regionali e locali per i lettori di Affaritaliani. Per richieste di informazioni scrivete a cinziaboschiero@gmail.com – eurochat2013@gmail.com
Domanda: una volta si conoscevano meglio le leggi e si faceva educazione civica in modo adeguato, oggigiorno non ci sono progetti per fare conoscere meglio nelle scuole la cittadinanza europea e le istituzioni comunitarie che ci rappresentano? Laura Costantino
Risposta: portare la conoscenza dell’Europa tra i banchi di scuola di ogni ordine e grado è proprio l’obiettivo di un accordo firmato di recente da Dipartimento Politiche Europee della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca – Dipartimento per l’Istruzione, Parlamento europeo e Commissione europea per istituire un partenariato strategico allo scopo di garantire in modo uniforme la dimensione europea dell’educazione civica nelle scuole italiane. L’accordo, sottoscritto presso la Rappresentanza in Italia della Commissione europea, prevede – attraverso un progetto pilota che sta per partire – una fase sperimentale di elaborazione dei moduli didattici per gli insegnanti delle scuole primarie, secondarie e secondarie superiori. In una seconda fase, da portare a compimento entro il 2020, i 234.000 docenti italiani che oggi insegnano “Cittadinanza e Costituzione” potranno acquisire gli strumenti per offrire ai loro alunni, all’interno dello stesso insegnamento, un modulo didattico dedicato all’Unione europea.
Domanda: a volte ho l’impressione che sui temi importanti i giornali non ci informino in modo adeguato, ad esempio vorrei sapere di più del trattato sul commercio tra Unione europea e Stati Uniti, a che punto siamo con le trattative e come impatteranno su noi cittadini? Sergio Nusco
Risposta: la Commissione europea ha reso pubblica la propria bozza del testo del Trattato Transatlantico sul Commercio e gli investimenti (TTIP), attualmente in fase di negoziazione con gli USA. Le proposte dell’Unione europea per il testo del Trattato riguardano tematiche sensibili al mondo dell’impresa e del commercio, come competizione, sicurezza alimentare, benessere del pianeta, barriere al commercio, piccole e medie imprese, dogane. La Commissione ha inoltre pubblicato la propria posizione relativa all’impatto che il TTIP dovrebbe avere nei settore del trasporto e sviluppo sostenibile. Per rendere il documento accessibile ai non addetti ai lavori, alla pubblicazione si accompagna la ” Guida per il lettore”, che fornisce una panoramica generale del TTIP, un glossario dei termini e degli acronimi, per concludersi con una serie di info grafiche che permettono di visualizzare gli obiettivi dell’Ue e gli interessi in gioco. La Commissione europea vuole così coinvolgere i non addetti ai lavori nel processo di negoziazione del TTIP, avendo già pubblicato in passato numerosi documenti in grado di fornire una fotografia della posizione dell’UE.
Ecco il link in cui può leggere gli atti ad oggi disponibili : http://trade.ec.europa.eu/doclib/press/index.cfm?id=1230
Domanda: è vero che le infezioni osteoarticolari sono in aumento in Europa?
Risposta: sono in aumento, ma si curano meglio oggigiorno e possono essere diagnosticate anche meglio. Annualmente almeno 28mila sono le nuove infezioni croniche di interesse ortopedico, 32 per 100mila abitanti. Ogni anno ottantacinquemila persone tra pazienti e stretti familiari sono coinvolti in questa problematica. Il costo per la cura di queste patologie che sono complesse è elevato : oltre il 32% del budget dell’intera ortopedia italiana. I pazienti con infezioni ossee croniche sono prevalentemente giovani e, nell’economia sociale, sicuramente rappresentano un problema più significativo rispetto a quello di una persona anziana con problemi artrotici. “L’osteomielite,” dice il prof. Giorgio Maria Calori, Presidente di carica di ESTROT (European Society Tissue Regeneration in Orthopaedies Traumatology), Primario C.O.R. Chirurgia Ortopedica Riparativa dell’Istituto Ortopedico GAETANO PINI,”è ad esempio un’infezione particolarmente grave dell’apparato osteo-articolare sostenuta dallo Stafilococco Aureo. Essa è la manifestazione più grave delle infezioni che possono verificarsi a danno della struttura scheletrica. Non è una patologia nota alla collettività in quanto spesso sottovalutata a causa del suo decorso molto lungo: troppe volte la diagnosi non è precisa e la terapia altrettanto. L’osteomielite si contrae normalmente in seguito a esposizioni di gravi fratture, ma un aspetto molto grave è costituito dal fatto che si contano 15mila nuovi casi ogni anno in Italia e molti di questi vengono contratte in sala operatoria. Attualmente ci sono appositi reparti, come il mio, dedicati al trattamento delle complicanze settiche, tra cui queste post-chirurgiche.” E’ importante che le famiglie siano informate su quali sono gli Hub di riferimento per la cura delle infezioni osteoarticolari e possono rivolgersi alla associazione nazionale ANIO www.anio.it per dettagli in merito.
Domanda: ma per le piccole imprese ci sono aiuti europei? Stiamo morendo afflitti dalle tasse italiane e senza un sostegno concreto! Omero Turesci
Risposta: i fondi ci sono ma occorre presentare domanda per ottenerli. Oltre 275 piccole e medie imprese riceveranno 117 milioni di euro in sovvenzioni grazie a Horizon 2020, il più grande programma di finanziamento di ricerca e innovazione dell’Unione europea mai realizzato per la promozione della crescita e dell’occupazione in Europa. Con quest’ultimo finanziamento, l’ammontare totale delle risorse finora destinate alle imprese innovative ha raggiunto quota 125 milioni di euro. I dati fanno riferimento alle recenti due call: 108 milioni di euro vengono assegnati alle 78 piccole e medie aziende, provenienti da diciotto diversi Paesi, che hanno superato la seconda fase, chiusa lo scorso ottobre, a sostegno delle attività innovative e dei business plan; 9 milioni alle 199 pmi ammesse alla prima fase, chiusa lo scorso settembre, finalizzata a finanziare gli studi di fattibilità; sono ancora in corso di valutazione le 2.922 proposte progettuali pervenute le scorso dicembre. L’Italia ha inviato il maggior numero di proposte in Europa, 480 per la prima fase e 85 per la seconda: è in testa per numero di domande presentate (70) sulle 580 proposte ricevute dall’Agenzia esecutiva Ue per le pmi (EASME), per la seconda fase dello SME Instrument (lo Strumento per le piccole e medie imprese di Horizon 2020), seguita da Spagna (69) e Regno Unito (61). “Con una dotazione di 3 miliardi di euro per il settennato 2014/2020”, spiega il dott Laera della Rappresentanza a Milano della Commissione europoea,”lo SME Instrument mira ad aiutare le piccole e medie imprese innovative europee a compiere il salto dal laboratorio al mercato, finanziando fino al 70% del costo del progetto proposto. Lo Strumento per le PMI si articola in tre fasi: FASE 1 – “Studio di fattibilità”, che prevede un finanziamento per predisporre l’analisi di fattibilità tecnico-scientifica, l’analisi del potenziale commerciale del progetto innovativo e la definizione del business innovation plan; FASE 2 – “Innovazione”, che prevede un ulteriore contributo per sviluppare quanto definito nella Fase 1 e realizzare il lancio dell’innovazione sul mercato; FASE 3 – “Commercializzazione”, finanziata con capitali privati e indirettamente tramite l’accesso agevolato a strumenti finanziari e misure di gestione e sfruttamento dei diritti di proprietà intellettuale, per promuovere l’implementazione e la commercializzazione delle soluzioni innovative elaborate dalle PMI”. I temi ammessi sono 13: 1. High risk ICT innovation; 2. Nanotech, or other advanced tech for manufacturing and materials; 3. Space research and development; 4. Clinical research for the validation of diagnostics devices and biomarkers; 5. Sustainable food production and processing; 6. Blue growth; 7. Low carbon energy systems; 8. Greener and more integrated transport; 9. Eco-innovation and sustainable raw material supply; 10. Urban critical infrastructure; 11. Biotechnology-based industrial processes; 12. Mobile e-government applications (solo nel 2015); 13. SME business model innovation (solo nel 2015).Le domande di finanziamento possono essere presentate a Bruxelles in qualsiasi momento, ma la valutazione dei progetti da parte dell’Esecutivo Ue è programmata in relazione a quattro scadenze annuali. Nell’ambito dello strumento è previsto anche un servizio di coaching e mentoring per le imprese che partecipano al programma, realizzato attraverso l’Enterprise Europe Network (EEN). Tra il 2014 e il 2015 saranno sostenute più di 1.300 progetti nell’ambito dello strumento per le PMI.
