Pillole d’Europa
di Cinzia Boschiero
NUMERO 47 – 2013
COOPERAZIONE CONTRO GLI INCENDI, PROGETTI DI VISUAL COMPUTING E GENETICA, PIU’ CONTROLLO ALLE BANCHE E VIGILANZA UE-CINA
In questa rubrica notizie flash sulle normative europee e internazionali, notizie internazionali ed europee utili e pratiche per la vita di tutti i giorni. E’ attivo un servizio di “A domanda, risposta” su bandi, agevolazioni, finanziamenti europei , borse di studio e di ricerca nazionali, regionali e locali per i lettori di Affaritaliani. Per richieste di informazioni scrivete a cinziaboschiero@gmail.com – europainforma@gmail.com
Domanda: un mio parente ha la sindrome di wiskott, ci sono degli studi europei che aiutino le cure di malattie ereditarie come queste? Luisa Gresti
Risposta: Science Express ha pubblicato in data 11 luglio 2013 due studi condotti dai ricercatori dell’Istituto Telethon per la Terapia Genica (TIGET) di Milano, guidati da Luigi Naldini. I lavori mostrano che la terapia genica, tramite vettori derivati dal virus HIV, è efficace nel trattamento di due gravi malattie genetiche finora considerate incurabili: la leucodistrofia metacromatica (MLD) e la sindrome di Wiskott ‐ Aldrich (WAS). Il CRS4 (www.crs4.it), grazie alla sua esperienza nel campo della bioinformatica e delle tecnologie big data, ha sviluppato per i ricercatori del TIGET uno strumento di calcolo altamente scalabile, in grado di affrontare efficacemente Il problema del trattamento dell’enorme mole di dati generati dall’analisi molecolare delle cellule dei pazienti. Il CRS4 è un centro di ricerca multidisciplinare che utilizza tecnologie computazionali abilitanti applicate ai settori della biomedicina, della biotecnologia, della società dell’informazione, dell’energia e dell’ambiente. Uno dei principali punti di forza del CRS4 è il centro di High Performance Computing (HPC) che si avvale di una delle maggiori concentrazioni di potenza di calcolo in Italia e in Europa. Assieme a queste risorse computazionali, il centro gestisce la più grande piattaforma di genotipizzazione ad alta processività e di sequenziamento di nuova generazione in Italia (throughput aggregato nel 2013 di 5.4 TeraBase/mese), direttamente collegata alle proprie risorse computazionali. Il Centro ha partecipato a diversi progetti europei di ricerca e sviluppo tecnologico. L’Istituto di Ricerca Genetica e Biomedica del Consiglio Nazionale delle Ricerche IRGB-CNR, il Centro di sequenziamento e supercalcolo del CRS4 e l’Università degli Studi di Sassari, hanno inoltre collaborato insieme per un importante contributo alla conoscenza dell’evoluzione umana. Nello studio, pubblicato su Science (“Low-Pass DNA Sequencing of 1200 Sardinians Reconstructs European Y-Chromosome Phylogeny”), e pubblicato il 2 agosto si evidenzia che la popolazione della Sardegna raccoglie la maggioranza delle varianti del cromosoma Y presenti in Europa e si conferma la comparsa dell’Homo sapiens a circa 200 mila anni fa. La ricerca ha riguardato l’analisi dettagliata del DNA del cromosoma Y di 1.200 sardi: la casistica più numerosa mai raggiunta finora, grazie alle più avanzate tecniche per il sequenziamento dell’intero genoma. Il CRS4 è stato coinvolto in questo studio nella fase di sequenziamento del DNA in laboratorio e nell’analisi finale dei dati, mettendo a disposizione le competenze informatiche e la potenza di Calcolo (120 Teraflops). In questo modo è stato possibile catalogare 6700 nuove varianti genetiche per il cromosoma Y e contribuire all’avanzamento delle ricerche in questo ambito. Il Centro CRS4 è all’interno di Sardegna Ricerche, ente con quattro sedi operative: quella centrale è a Pula, in provincia di Cagliari, all’interno del Parco tecnologico, le altre sono a Cagliari (sede legale), Uta (Z.I. Macchiareddu) e Nuoro. Il Parco tecnologico ha anche una sede ad Alghero gestita dalla società Porto Conte Ricerche.
Domanda: mi sto laureando in informatica e vorrei specializzarmi in visual computing. Ci saranno poi delle possibilità lavorative valide in Europa in questo settore? Erminio Sorma
Risposta: il visual computing è un settore in espansione anche per le molteplici applicazioni che può avere interdisciplinari. A livello europeo ci sono diversi progetti che sono stati realizzati in questo ambito e anche da realtà italiane di rilievo come il progetto Diva (www.diva-itn.eu) sviluppato con i fondi del Settimo programma quadro di ricerca e sviluppo tecnologico europeo che è durato 48 mesi ed ha coinvolto varie realtà tra cui l’università di Zurigo, l’università di Rostock in Germania, la Chalmers University of Technology svedese, aziende quali Diginext in Francia e Holografika in Ungheria. Ha anche applicazioni nel settore dei beni culturali. E’ stato sviluppato ad esempio un importante progetto denominato Monteprana, con la Soprintendenza ai Beni Archologici delle Province di Cagliari e Oristano e il CRS4 con una digitalizzazione in 3D delle famose statue di Mont’e Prama e che ha consentito di studiare e applicare metodologie innovative per una multirisoluzione che consetne di archiviare dati, renderli fruibili e visibili anche con future applicazioni musealiwww.crs4.it/vic. In Sardegna presso il CRS4 lavora un dinamico Visual Computing Group di ricercatori e periodicamente ci sono anche bandi europei tipo Marie Curie a cui partecipare per entrare in progetti di ricerca europei e crescere professionalmente.
Domanda: spesso si parla del grande afflusso di cinesi in Europa. C’è qualcuno che sta monitorando o lavorando per gestire questi flussi e l’interazione economica che spesso penalizza le nostre aziende italiane? Mara Nutto
Risposta: di recente il Vicepresidente della Commissione europea, responsabile per l’Industria e l’Imprenditoria Antonio Tajani si è recato in missione in Cina, dove ha avuto una serie di incontri con i rappresentanti del Governo e del mondo economico. Il Vicepresidente Tajani ha incontrato il responsabile del Turismo in Cina, Wang Zhifa, con cui ha firmato una dichiarazione congiunta. Al centro dei colloqui, la promozione dei flussi turistici tra Unione europea e Cina, anche attraverso la semplificazione dei visti, l’aumento delle rotte e i grandi eventi, quale Expo2015. In proposito, il Vicepresidente Tajani ha ricordato che la Commissione europea sta lavorando alla revisione del codice dei visti Shenghen. Tajani ha poi incontrato il Ministro per il controllo della qualità, le ispezioni e la sicurezza alimentare, Zhi Shuping. In discussione il controllo del mercato e la lotta alla contraffazione. Tajani ha sottolineato l’importanza di promuovere qualità e sicurezza per migliorare la competitività, anche illustrando la nuova proposta di regolamento europeo per migliorare il controllo del mercato e la tracciabilità. Al termine dell’incontro Tajani e Zhi Shuping hanno firmato un documento congiunto per rafforzare il sistema di scambio di informazioni sulla sicurezza dei prodotti per una maggiore tutela sia delle aziende che dei consumatori. Tajani ha anche confermato l’impegno europeo per incontri e scambi tra imprese cinesi ed europee, tra cui le iniziative promosse dal centro per le piccole e medie imprese dell’Unione europea a Pechino e dall’Enterprise Europe Network. Antonio Tajani si è recato anche a Pechino assieme al Commissario responsabile per l’Ambiente Janez Potočnik ed a una delegazione di 60 imprese e associazioni di imprese nazionali ed europee. Tajani ha espresso la piena volontà della Commissione europea nel voler risolvere i problemi esistenti e di rafforzare il lavoro comune in settori nevralgici quali innovazione industriale, le piccole e medie imprese, l’armonizzazione delle regole tecniche, lo spazio e il turismo.
Domanda: ma chi controlla le banche in Europa? E’ mia opinione che la crisi nasca da un ambito finanziario poco vigilato. Enrico Trani
Risposta: La Commissione europea ha proposto di recente di completare il Meccanismo di vigilanza unico con un Meccanismo unico di risoluzione delle crisi per l’Unione bancaria (Single Resolution Mecanism), che sarà operativo alla fine del 2014. Grazie a questo Meccanismo unico di risoluzione delle crisi si potranno gestire in modo più efficiente le crisi bancarie nell’Unione. Inoltre, l’onere delle perdite non ricadrà più sui contribuenti europei, ma sulle banche e gli investitori privati. In base a questo meccanismo si applicheranno le norme sostanziali sul risanamento e sulla risoluzione delle crisi delle banche, decise dal Consiglio dei ministri delle Finanze dell’Unione Europea il 27 giugno scorso. Inoltre, la Banca centrale europea (Bce), in qualità di organismo incaricato della vigilanza, avrà un controllo diretto sulle banche nella zona euro e negli altri Stati membri che decidono di aderire all’Unione bancaria. Più specificamente, il ruolo assegnato alla Bce sarà quello di individuare le banche della zona euro per le quali è necessaria una misura di risoluzione della crisi. Qualora una banca si trovasse in serie difficoltà economiche, il compito di analizzare la situazione e preparare la risoluzione della crisi della banca spetterà a un “Comitato unico di risoluzione delle crisi”. In questo Comitato siederanno sia la Bce che le autorità nazionali di risoluzione delle crisi. In base alla raccomandazione del Comitato, la Commissione indicherà le modalità di intervento, ossia l’uso degli strumenti di risoluzione e del Fondo di risoluzione stesso. Spetterà poi alle autorità nazionali attuare il piano di risoluzione, sotto la vigilanza del Comitato. Questo Meccanismo era già stato annunciato dalla Commissione nel settembre 2012, in occasione della presentazione della tabella di marcia verso l’Unione bancaria. Il Meccanismo era poi stato riconosciuto necessario al funzionamento dell’Unione bancaria dal Consiglio sin dal dicembre 2012. Anche il Parlamento europeo ha auspicato più volte una maggiore integrazione delle modalità di risoluzione delle crisi bancarie: in una risoluzione del 13 giugno 2013 aveva invitato la Commissione ad adottare al più presto le sue proposte per un regolamento che istituisse un Meccanismo unico di risoluzione delle crisi bancarie.
Domanda: ogni estate ci sono incendi boschivi in Italia e in Europa, non ci sono progetti per interventi più adeguati a livello europeo? Moreno Istrano
Risposta: ogni anno in Europa si verificano devastanti incendi boschivi che arrivano a distruggere migliaia di ettari di foreste. I paesi dell’Europa meridionale, a causa delle loro estati torride, sono quelli più a rischio. Così in Italia, come in Spagna, Grecia, Portogallo e Croazia, ogni estate “l’allarme incendio” diventa una priorità per vigili del fuoco e protezione civile. La Commissione europea ha risposto a questo pericolo attivando un Centro di risposta alle emergenze (ERC), che coordina i centri di assistenza a livello europeo e in questo modo garantisce una pronta azione in caso di calamità. I Paesi dell’Unione Europea, infatti, si sono sempre dimostrati molto solidali per quanto riguarda la gestione delle emergenze. In caso di grossi incendi essi inviano assistenza agli Stati membri vicini grazie a aerei ed elicotteri con cisterne d’acqua, attrezzature antincendio e invio di personale. Inoltre l’Unione Europea ha creato un meccanismo europeo di protezione civile, per contribuire a spegnere gli incendi forestali negli Stati membri dell’Unione e nei Paesi limitrofi.In caso di incendio, per effettuare delle segnalazioni, a livello nazionale è attivo il servizio di emergenza ambientale 1515, un numero gratuito di pronto intervento per qualsiasi tipo di emergenza legata alla tutela del patrimonio naturale e paesaggistico. A livello europeo, il numero cui rivolgersi è invece il 112, il “single emergency number” (numero unico per le emergenze), che si può chiamare gratuitamente da tutta Europa e che mette direttamente in contatto il cittadino che telefona con il servizio d’emergenza di cui ha bisogno (ambulanza, polizia o vigili del fuoco).
