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Sanità, l’Europa unita nella lotta alle malattie croniche

Sanità, l’Europa unita nella lotta alle malattie croniche
tonio borg
Con il costante invecchiamento della popolazione europea, i servizi sanitari devono fronteggiare sfide sempre maggiori, come quella delle malattie croniche. A Bruxelles si sono riuniti esperti, aziende e ricercatori per definire strategie comuni. L’intervista di Affaritaliani.it al commissario europeo per la Salute e la politica dei consumatori Tonio Borg

Di Cinzia Boschiero

Domanda: al recente Summit europeo svoltosi  a Bruxelles riguardante le malattie croniche avete organizzato diversi workshops e sessioni plenarie, quanto è importante coinvolgere cittadini, esperti, ricercatori, aziende, media su temi prioritari come la salute?

Risposta: è fondamentale. Non vi può essere una strategia europea senza una condivisione  di intenti e un confronto e dialogo aperto. Ecco perché abbiamo voluto che il 3 e il 4 aprile si incontrassero stakeholders, associazioni di cittadini e pazienti, industrie farmaceutiche, centri di ricerca, medici, giuristi, assicurazioni, giornalisti da tutta Europa. Per discutere su più punti : dalla prevenzione, alla migliore accessibilità alle cure, ai problemi di gestione ospedaliera delle malattie croniche, i costi dei farmaci, le innovazioni tecnologiche a favore di una gestione del malato anche a casa, e temi quali la telemedicina e le sue implicazioni nella riorganizzazione dei sistemi sanitari nazionali.

Domanda:  qual è l’approccio dell’Unione Europea al problema delle malattie croniche ?

Risposta: richiede una risposta integrata che si concentri sui fattori di rischio in tutti i settori e campi politici e sulla prevenzione, nonché sulle iniziative per rafforzare i sistemi sanitari. I governi nazionali, riuniti nel Consiglio, hanno invitato i paesi dell’Unione Europea e la Commissione europea ad avviare un processo di riflessione sulle malattie croniche per stabilire come ottimizzare la risposta al problema e la cooperazione fra i paesi europei; per guidare la riflessione instaurando un dialogo intenso con i soggetti interessati, fra cui pazienti, professionisti del settore, pagatori e fornitori di servizi sanitari; e per prendere in considerazione la sanità online e il contributo potenziale di altri settori politici, in particolare in materia di occupazione, disabilità, istruzione e alloggio.

Domanda:  quali sono le priorità principali per l’azione dell’Unione Europea in materia di malattie croniche?

Risposta: la prevenzione e la promozione della salute da un lato e dall’altro la gestione delle malattie favorendo la responsabilizzazione dei pazienti. Nell’ambito del programma per la salute 2013 era già stata avviata un’azione comune con i paesi comunitari ad esempio per gestire le malattie croniche e promuovere l’invecchiamento in buona salute.  L’azione affronta la questione del peso crescente che rappresentano malattie e disturbi cronici per i sistemi sanitari e i singoli cittadini in Europa, rivolgendo un’attenzione particolare alla multimorbidità, vale a dire la coesistenza di diverse condizioni croniche in un paziente.

Domanda: quali potrebbero essere i principali obiettivi ?

Risposta: di sicuro è utile individuare azioni innovative in tutta Europa nel campo dei social media, delle scienze comportamentali e delle nuove tecnologie, oltre a quelle più tradizionali sui fattori di rischio ed educare i cittadini ai sani stili di vita:  inoltre occorre esaminare gli ostacoli alla diffusione di comportamenti preventivi, fare screening mirati dei gruppi a rischio e migliorare il trattamento delle principali malattie croniche quali il diabete; analizzare attentamente come trattare la multimorbidità e altre situazioni complesse in relazione alle malattie croniche.

Domanda: ma visto che il campo sanitario è di competenza degli Stati membri cosa può fare l’Unione europea?

Risposta: Le malattie croniche sono un problema sempre più grave. Sono di gran lunga la causa principale di mortalità: infatti rappresentano l’86% di tutti i decessi nell’UE. Ogni anno due milioni di persone muoiono di malattie cardiovascolari e si calcola che l’8% della popolazione soffra di diabete, cosa che in alcuni casi si potrebbero evitare. È possibile prevenire molte malattie croniche riducendo i principali fattori di rischio: il fumo, l’abuso di alcolici, un’alimentazione scorretta ed esercizio fisico insufficiente. L’UE sa bene che non si può ignorare questo problema e vuole reagire. Dal Summit è emersa, richiesta a gran voce dei rappresentanti soprattutto delle associazioni dei pazienti, che sia aumentato il budget relativo alla prevenzione che ad oggi è solo del 3 per cento.

Domanda: ma a parte i risultati del Summit che evidenziano delle importanti raccomandazioni agli Stati membri e quindi delle linee strategiche che dovrebbero essere oggetto di riflessione da parte dei politici sia nazionali che europei , quali sono i progetti concreti sinora portati avanti dalla Commissione europea?

Risposta: ci sono i fondi per la ricerca Horizon 2020 e progetti concreti quali Implement (EU Research Project on the Implementation of Chronic Care Improvements)  che intende migliorare rapidamente l’assistenza e il sostegno ai pazienti con malattie croniche colmando le lacune esistenti sul piano delle conoscenze per l’attuazione e lo sviluppo di un’agenda per la ricerca e di una rete. L’obiettivo di CHRODIS-JA , altro progetto che intende agevolare lo scambio e il trasferimento di buone pratiche in Europa affrontando le malattie croniche, con un’attenzione particolare alla promozione della salute e la prevenzione delle malattie croniche, la multimorbidità e il diabete. Lo sviluppo della Rete europea per l’azione in materia di invecchiamento e attività fisica (EUNAAPA) ,  che conta attualmente 150 membri provenienti da 26 paesi diversi, attivi nel settore dell’attività fisica e dell’invecchiamento. Una nuova rete europea sull’innovazione per ambienti a misura degli anziani che parte della valutazione degli ambienti fisici e sociali per poter continuare a vivere in buona salute e rimanere indipendenti. Creare ambienti a misura degli anziani è quindi una delle strategie più efficaci per rispondere all’invecchiamento della popolazione e per questo al nostro Summit erano presenti anche aziende che hanno presentato le loro proposte di soluzioni Ict e di ambiente assistito in rete con gli ospedali per una migliore cura delle persone anche da casa.

Domanda: la salute è un problema medico ma anche sociale, culturale ed economico. Il taglio dei costi da parte degli Stati membri sulla sanità saranno da voi monitorati?

Risposta: certo. Investire in salute non deve essere valutato come un costo ma come un investimento; servono linee comuni; è necessaria una revisione dei modelli sanitari e sociali; prevenire le malattie croniche è necessario per puntare ad avere cittadini e lavoratori sani e quindi anche una sana economia. Le divergenze in termini di assistenza sanitaria sono elevate tra i diversi 28 Stati dell’Unione europea e occorre impegnarsi per fornire soluzioni, risposte e valore aggiunto alla sanità anche in termini di ricerca, aggiornamento, formazione, soluzioni tecnologiche che mantengano però al centro il cittadino, le sue esigenze per cure personalizzate e che lo responsabilizzino anche sull’ìmportanza di combattere ad esempio il fumo, l’abuso di alcool, evitare l’obesità, fare esercizio fisico regolarmente. Occorre sviluppare un approccio integrato per evitare ospedalizzazioni eccessive e per migliorare la qualità di vita dei pazienti e delle loro famiglie. La Commissione europea organizza cinque Global Health Policy Forum nel 2014 per aumentare le sinergie e il 12 giugno ci confronteremo sul tema Global Health Research

Domanda: i cittadini si sentono poco coinvolti, cosa dire loro?

Risposta: in verità i cittadini che partecipano sono molti, come abbiamo visto al nostro Summit, certo la partecipazione deve essere attiva ecco perché non solo organizziamo eventi, iniziative ma pure consultazioni on line.   Le decisioni adottate dalla Commissione europea si ripercuotono sulla vita di tutti noi. Spesso però non esprimiamo il nostro punto di vista, perché non sappiamo come farlo. La direzione generale per la Salute e i consumatori (DG SANCO) ad esempio incoraggiare le persone ad esprimere la propria opinione (rif. http://ec.europa.eu/yourvoice)  Inoltre ci confrontiamo con il  gruppo consultivo europeo dei consumatori; il  gruppo consultivo per la catena alimentare e per la salute animale e vegetale ; e i partecipanti al forum per la politica sanitaria dell’UE . Il forum per la politica sanitaria dell’UE raggruppa 52 organizzazioni di coordinamento, rappresentanti i portatori di interessi europei nei campi della salute pubblica e dell’assistenza sanitaria. Il forum si riunisce regolarmente a Bruxelles.