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Pillole d’Europa
di Cinzia Boschiero
DIFFERIMENTO DELL’IVA PER L’IMPORT, PROGETTI PER LO SVILUPPO URBANO, PER LA TUTELA DELL’ACQUA E PER L’ILLUMINAZIONE IN ARTE
PER STARE MEGLIO COME CITTADINI EUROPEI E CONOSCERE DIRITTE E TUTTE LE OPPORTUNITA’ UTILI – In questa rubrica notizie flash sulle normative europee e internazionali, notizie internazionali ed europee utili e pratiche per la vita di tutti i giorni. E’ attivo un servizio di “A domanda, risposta” su bandi, agevolazioni, finanziamenti europei , borse di studio e di ricerca nazionali, regionali e locali per i lettori di Affaritaliani. Per richieste di informazioni scrivete a cinziaboschiero@gmail.com – eurochat2013@gmail.com
Domanda: si parla molto di Smart Cities e di progetti per una migliore urbanizzazione in Europa, ma nel concreto di cosa si tratta? Roberto Buremo
Risposta: Le segnalo documento, “Mapping Smart Cities in EU“, pubblicato dalla Commissione Parlamentare Industria, Ricerca ed Energia, nasce dall’idea di mappare gli Stati membri dell’Unione Europea alla ricerca di una definizione standard del termine Smart city, di un modello comune di città intelligente e di una serie di linee guida per la realizzazione di progetti dedicati. La mappatura parte da una definizione condivisa di Smart City come città che affronta i problemi pubblici attraverso l’uso dell’ICT. Secondo il rapporto, il movimento delle Smart City, pur essendo embrionale, potrebbe essere il modello di URBACT ad esempio è un programma europeo che promuove lo sviluppo urbano sostenibile nell’Unione Europea attraverso scambi di esperienze e apprendimento, in particolare incoraggiando le città a lavorare insieme per sviluppare soluzioni per principali sfide che devono affrontare e per riaffermare il loro ruolo chiave nell’affrontare i crescenti cambiamenti che investono la società. URBACT III, per il quale il primo bando è atteso a inizio 2015 ha l’obiettivo di offrire un supporto sempre più concreto alle città che intendono migliorare i processi di sviluppo urbano guardando alle esperienze delle altre città europee.
Domanda: è vero che dal 2015 alcuni Paesi europei introdurranno il differimento dell’iva all’importazione? Emilio Crespi
Risposta: in effetti, dopo recenti sentenze europee a favore della facoltà concessa ai singoli Stati di implementare misure di differimento temporale all’assolvimento dell’Iva, i principali paesi europei attivi nel commercio internazionale stanno per introdurre la possibilità di differire il versamento dell’Iva all’atto dell’importazione. Si tratta di una misura di stimolo allo sviluppo e agli investimenti che alcuni paesi europei (Francia, Spagna, Olanda, Belgio in prima linea) introdurranno con decorrenza 2015. Come previsto dalle norme europee, normalmente è dovuta IVA (mediante immissione in consumo) all’atto dell’importazione nel singolo Stato UE. Tale richiesta immediata crea non pochi problemi finanziari di liquidità a tutti gli importatori che si vedono costretti ad anticipare il tributo all’importazione a fronte di vendite ed incassi che normalmente avvengono dopo mesi dall’importazione. Il nuovo sistema di differimento dell’IVA, previsto con decorrenza 2015 da molti paesi cerca di ovviare a tale problema.
Domanda: abito a Rovigo e mi chiedo se ci sono progetti europei che tutelino le risorse idriche. Può cortesemente farmi sapere? Ludovico Tracco
Risposta: ci sono progetti europei per tutelare le risorse idriche e uno, il progetto EU.WATER ( Transnational integrated management of water resources in agriculture for the EUropean WATER emergency control) vedeva tra i partners anche la Provincia di Rovigo. Il progetto EU.WATER, finanziato dal programma di cooperazione territoriale Sud Est Europa, intendeva individuare strategie condivise in otto Paesi (Grecia, Ungheria, Italia, Romania, Serbia, Croazia, Moldavia e Ucraina) al fine di affrontare il problema della razionalizzazione delle risorse idriche in agricoltura e l’abbattimento dei carichi di azoto e di altri agenti inquinanti causato dall’intensivo sfruttamento colturale, garantire un’effettiva e coerente applicazione delle Direttive Quadro sulle Acque (Dir. 2000/60/CE) e sui Nitrati (Dir. 91/676/CEE) nei Paesi Membri; trasferire pratiche e strumenti di gestione sostenibile delle risorse naturali a Paesi terzi. Lo scopo principale del progetto è stato quindi acquisire informazioni per verificare come i nitrati si muovono all’interno dei terreni in modo da essere capaci di dare un supporto agli agricoltori per la gestione della concimazione azotata di origine organica, evitando la dispersione dell’azoto nelle falde o nelle acque superficiali. La partnership del progetto ha visto la partecipazione complessiva di undici soggetti europei, sia italiani che stranieri, provenienti da altrettante regioni di tutta Europa e il – Lead Partner era la Provincia di Ferrara, a seguire la Provincia di Rovigo e altri Partners di Paesi quali l’Ispettorato ungherese di Debrecen per l’Ambiente e le Acque, l’ Università di Debrecen, Ungheria; la Regione della Macedonia Occidentale in Grecia; l’Università Aristotele di Salonicco in Grecia ed altri partners di Croazia, Serbia, Ucraina, Moldavia e Romania. Tra i risultati del progetto sono state sviluppate ed aggiornate delle mappe di vulnerabilità relative alle otto aree pilota relative ai paesi coinvolti nel progetto, attraverso la definizione di metodologia e indicatori comuni, al fine di riclassificare i fenomeni di stress idrico legati all’uso di fertilizzanti e all’elevato consumo di acqua per l’irrigazione; si è creata una banca dati e sono state raccolte le buone pratiche e tecniche per il risparmio idrico al fine di definire una strategia comune per la gestione integrata delle risorse idriche in agricoltura.
Domanda: ho letto che i meravigliosi affreschi michelangioleschi della Cappella Sistina hanno acquistato nuova vita grazie a un sistema rivoluzionario di diodi luminosi messo a punto da un progetto europeo, ma nel concreto di cosa si tratta ? Marta Centanni
Risposta: il progetto si chiama Led4art, ha previsto settemila diodi installati che consentono di ammirare meglio gli affreschi di Michelangelo: alcuni possono essere visti, per la prima volta, in tre dimensioni da una persona in piedi sul pavimento e tutti possono essere visti con maggiore dettaglio. Inoltre, il nuovo sistema consente un risparmio del 60 per cento dei costi energetici e delle emissioni e preserva maggiormente gli affreschi dall’invecchiamento rispetto al sistema di illuminazione precedente. LED4ART è stato realizzato da un consorzio transnazionale che vede coinvolti 5 partner di 6 Paesi: Osram (Germania e Italia), l’Università della Pannonia (Pannon Egyetem, Ungheria), Fabertechnica (Italia), l’Institut de Recerca en Energia de Catalunya (IREC, Spagna) e la Città del Vaticano. Il progetto, mirato a far conoscere le applicazioni LED e ad incoraggiarne l’uso, è stato finanziato dal programma dell’UE CIP-ICT PSP , dal quale ha ricevuto un sostegno di 870mila euro.
Domanda: pochi sui giornali parlano del grosso problema dell’embargo alla Russia e della situazione di scontro tra Unione Europea , Russia e Ucraina, può aggiornarci in merito? Luca Buretto
Risposta: Di recente si è svolto a Roma il workshop internazionale “European-Russian Dialogue. From damage limitation to renewed engagement” all’interno delle iniziative del Semestre italiano di presidenza dell’Unione Europea. L’evento ha coinvolto i principali think tank europei e russi ed è stato promosso dall’ISPI e da uno dei principali think tank russi, RIAC (Russian International Affairs Council). I due temi principali sono stati la sicurezza e le relazioni politiche; i rapporti economici ed energetici. Da parte russa si è espressa la convinzione che la crisi ucraina non sia da considerarsi casuale o inaspettata, ma debba essere vista come l’esito dei molti punti irrisolti del rapporto tra l’Unione Europea e la Russia. I punti aperti sono: la cooperazione energetica, i progetti congiunti nell’Artico, l’impegno comune per la ricostruzione dell’economia ucraina e una eventuale possibilità di cooperazione tra l’Unione europea e l’Unione economica eurasiatica. Le perdite anche molto sensibili per la Russia e per la recente Unione economica eurasiatica (UEE) sono stimate a 55-60 miliardi. Gli esperti presenti hanno riflettuto anche su una soluzione possibile: quella di firmare una serie di accordi trilaterali Unione europea- i paesi del Eastern Partnership (l’Ucraina in primis), l’Unione Economica Eurasiatica, per creare un’area economica comune da Lisbona a Vladivostok.

