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Rocca sbrocca
L'altra faccia dei pagamenti digitali: conti in tilt e bonifici bloccati

I disagi dei correntisti tra conti correnti in  tilt, bonifici bloccati, addebiti multipli e truffe telematiche. Come fidarci del solo denaro  virtuale? 

I conti correnti degli italiani sono sicuri e garantiti - dicono le banche - ma i disagi che sempre più  spesso i correntisti si ritrovano ad affrontare, rappresentano l'altra faccia della medaglia dell'ormai  quasi totalizzante sistema digitale bancario. 

Ma come possiamo fidarci del solo denaro virtuale senza il denaro contante? In un minuto, per  qualsiasi guasto o accidente potrebbe essere azzerato il nostro conto corrente perché sono numeri  e operazioni virtuali, che non esistono nella realtà. 

Certo, la tecnologia fa progressi e ci aiuta - “nel garantire la tracciabilità dei pagamenti”- come  spiegano gli esperti ma ad esserne dipendenti, a mio avviso, si corre il rischio di ritrovarsi anche in  certe situazioni assurde come quando resti con un pezzo di plastica in mano (bancomat o carta di  credito che sia) senza i soldi per fare la spesa e mangiare e senza, aggiungo, sapere quando rientrare  in possesso del proprio denaro. 

E' il caso di quello che sta succedendo in questi giorni con i disservizi in corso con Banca Sella che  riguardano, proprio, le interruzioni agli accessi ai servizi online e di alcuni pagamenti o prelievi con  carte di debito, che di fatto bloccano l'operatività dei pagamenti. Con la conseguenza, di trovarsi  anche in situazioni imbarazzanti nei confronti di chi aspetta di essere pagato dal correntista in  questione che subisce il problema tecnico e si ritrova a tentare di spiegare l'impedimento. 

L'assistenza clienti della banca ha comunicato ai correntisti di non poter far nulla direttamente, in  quanto: “il problema in questione dipende dalla multinazionale che gestisce il provider che ha  mandato in crash il sistema con un aggiornamento che ora con oltre 200 operatori all'attivo giorno  e notte sta tentando di sistemare la procedura”. Le banche italiane spesso dipendono da sistemi di  gestione di software affidate a provider internazionali che, per quanto affidabili, in questo caso, da  più di una settimana, non riescono a risolvere il così detto problema tecnico. 

Per non parlare dello spauracchio della vicenda che ha riguardato il sabato pre pasquale dei  correntisti di BNL-BNP Paribas, una vicenda che ha avuto risonanza mediatica nazionale per le  tantissime segnalazioni da parte di numerosi correntisti. Lo scorso 30 marzo, infatti, molti clienti  sono rimasti coinvolti in un vero e proprio caos finanziario a causa di addebiti multipli sui loro conti  correnti. Questo incidente ha generato un’ondata di panico e disagio, portando molti di loro a  trovarsi senza fondi e con l'impossibilità di usare i propri soldi proprio a ridosso delle festività. Senza  contare di vivere tutto ciò, con il numero dell'assistenza clienti non raggiungibile. 

La banca, ha poi pubblicato un comunicato sui social media scusandosi per il disagio causato e  assicurando ai clienti che la situazione era stata risolta e che il servizio clienti, precedentemente  irraggiungibile a causa del volume eccessivo di chiamate, era tornato ad accessibile grazie al  rafforzamento del servizio e che era al lavoro per ripristinare correttamente i conti correnti dei clienti  interessati. Ma la spiacevole situazione vissuta, rimane. 

Li chiamano problemi tecnici, quelli degli istituti di credito ma il correntista che si vede addebitate spese non eseguite tali da azzerarne il conto e quindi la propria disponibilità o che, ignaro di quello  che sta accadendo, non riesce ad effettuare le sue spese quotidiane vive un mal servizio e non può  passare sempre come se non fosse successo nulla. 

Queste spiacevoli situazioni dovrebbero farci pensare quanto sarebbe utile mantenere attivo anche  un sistema di pagamento e riserva in contanti. Pensare che per un problema tecnico si possano  bloccare transazioni essenziali di denaro, già difficili da effettuare, poi, per chi non ha dimestichezza  con la tecnologia, è alienante e rischioso. 

Quello che viene sempre liquidato come “problema tecnico” poi, potrebbe tranquillamente  camuffare quelli che sono i sempre più sofisticati attacchi hacker e le numerose truffe telematiche  che le banche devono affrontare e di conseguenza, i correntisti subire. Oltre alla frode del finto  operatore che si spaccia al telefono per il call center della banca o dell’istituto di credito, sempre  più spesso i correntisti sono esposti ad attacchi dove la minaccia informatica permette all'hacker di  intercettare e manipolare il traffico internet che l’utente crede privato e protetto, ed entrare nel  sistema con un metodo, tipo cavallo di Troia, capace di eludere i migliori antivirus e attivandosi solo  nel momento in cui l’utente si colleghi ad un sito finanziario compreso fra quelli che il programma  abbia individuato. 

La banca è responsabile nel garantire massima attenzione nelle procedure di sicurezza per prevenire  disguidi e garantire la tranquillità e la fiducia dei clienti. 

E allora il disagio dovuto a episodi negativi dovrebbe “essere contabilizzato”, in qualche modo, a  favore di chi lo ha subito. Uno sconto sui costi mensili del conto corrente, per esempio.  O semplicemente, usando un po' di fantasia con un'operazione di marketing come si fa in tutti i  rapporti professionali per mantenere un rapporto di fiducia nei confronti del cliente che ha vissuto  una vicenda negativa. Perché far passare l'amaro in bocca di un'esperienza poco gradevole, spesso  è anche una questione di stile. 






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