di Valentina Renzopaoli
Almeno cento metri quadrati di pannelli in amianto, più precisamente “amianto bianco”, nascosti dietro le pareti esterne prefabbricate, a protezione dei tubi dell’acqua calda. Una bomba ad orologeria che quotidianamente minaccia la salute di circa cinquecento bimbi e dei loro insegnanti.
L’ultimo allarme arriva dai genitori degli alunni dell’Istituto Comprensivo Giovanni Falcone di piazzale Hegel nel IV municipio: una scuola che comprende classi elementari e medie. La prova che il materiale killer è presente nella struttura è messa nero su bianco: leggendo i documenti che un gruppo di mamme e papà, sostenuto e guidato dall’Osservatorio Nazionale Amianto, ha ottenuto dal dirigente scolastico dopo aver richiesto l’accesso agli atti, dipana ogni dubbio.
Dalla documentazione risulta che già nel 2010 la dirigente scolastica “evidenziava all’Ente locale, ossia al Municipio competente, la presenza di pannelli in eternit a chiusura del cavedio, posto sulle pareti esterne prefabbricate”; e che la scuola “ha regolarmente sollecitato l’Ente locale, titolare dell’obbligo di vigilanza ai sensi dell’art. 65 e 68 Regolamento del Decentramento Amministrativo, a trasmettere il nominativo del Responsabile Amianto, in attesa della definitiva rimozione di tutto il materiale nocivo”. Adempimenti che, a quanto risulta, non sarebbero ancora stati compiuti.
In realtà, la valutazione tecnica sulla presenza di amianto nell’edificio scolastico, commissionata dall’allora V municipio, risale al giugno 2011: in quell’occasione era stato effettuato un monitoraggio sullo stato di conservazione “dei pannelli di cemento-amianto posti a copertura dei vani alla base dei due edifici in cui sono alloggiati gli impianti idraulici degli stessi” e un “monitoraggio ambientale al fine di determinare la concentrazione delle fibre regolarmentate aerodisperse”. Alla fine dell’indagine il verdetto ero stato chiaro: “classe di intervento 3, ossia rimozione programmata nel breve termine”.
Da allora sono passati tre anni e nulla si è mosso: i bambini continuano a frequentare ogni giorno la scuola Giovanni Falcone mentre i pannelli invecchiano, con il rischio di deteriorarsi esponendo i piccoli ad un pericolo inaccettabile. All’inizio di novembre i genitori riuniti in un comitato hanno mandato una richiesta di bonifica al sindaco Marino, alla Asl competente, al IV municipio e alla stessa scuola, e ora attendono una risposta.
“Esiste un’importante circolare del 1986 con cui il Ministero della Sanità disponeva di evitare per il futuro l’impiego di materiali contenenti fibre in amianto nelle strutture edilizie e riteneva necessaria l’individuazione delle strutture da bonificare” spiega Ezio Bonanni presidente dell’Ona. “Eppure a distanza di più di 28 anni ci sono ancora 2mila e 400 scuole in Italia contaminate dall’amianto, e circa 340mila studenti e 50mila lavoratori tra insegnanti e personale scolastico esposti”.
