di Valentina Renzopaoli
Tutti a processo, tranne Filippo Ruggiero che nel frattempo è deceduto. Il giudice dell’Udienza Preliminare del Tribunale di Padova ha, infatti, disposto il rinvio a giudizio degli imputati del processo ribattezzato “Marina Bis”, accogliendo la richiesta del piemme Sergio Dini. Tredici tra comandanti di navi e direttori in servizio tra il 1984 e il 2001, accusati di aver causato la morte o l’insorgere di malattie incurabili in centinaia di marinai costretti a vivere e lavorare accanto all’amianto, dovranno rispondere il prossimo 25 maggio per il reato di omicidio colposo multiplo e lesioni colpose.
Una bufera che si abbatte sulla Marina Militare: secondo l’accusa, l’amianto a bordo delle navi, ancora oggi in molti casi contaminate, avrebbe avuto un ruolo decisivo nell’insorgere delle malattie. Antonio Bocchieri, Francesco Chianura, Guido Cicciniello, Agostino Di Donna, Mario Di Martino, Umberto Guarnieri, Angelo Mariani, Elvio Melorio, Luciano Monego, Sergio Natalicchio, Mario Porta, Rodolfo Stornelli, Guido Venturoni, secondo gli atti, avrebbero omesso di informare il personale sui rischi per la salute derivanti dalla presenza del materiale killer a bordo delle navi, di sottoporre i militari ai controlli sanitari, di adottare misure idonee a ridurre o impedire il diffondersi delle polveri di amianto prodotte dalle lavorazioni o dall’uso delle stesse dotazioni di bordo.
Un punto di svolta cruciale per uno dei processi più importanti legati all’amianto e un “risultato eccellente” secondo l’Osservatorio Nazionale Amianto e il suo presidente Ezio Bonanni, che assiste decine di marinai deceduti e ammalati, molti dei quali costituiti parte civile in questo procedimento.
Secondo l’Ona sarebbero oltre cinquecento i casi di patologie asbesto correlate tra i militari, altri duecento tra i civili. Circa centocinquanta sono deceduti in questi anni. Il 20% delle vittime era originario di Roma e della provincia di Latina.
“Ma non è finita qui” dichiara l’avvocato Bonanni “perché ci sono decine e decine di altri casi che ora sono confluiti nel Marina Ter, in corso d’indagini, affidate sempre al Sostituto Procuratore della Repubblica di Padova, Dott. Sergio Dini. Torniamo a chieder a viva voce che lo Stato si costituisca parte civile, come pochi giorni fa ha promesso il Premier Renzi. Sono tuttavia convinto che quanto affermato da Renzi non verrà mantenuto perché lo Stato non si costituirà parte civile. Spero di sbagliare. Certamente la morte di centinaia di marinai vittime dell’amianto non fa onore al Ministero della Difesa, morti evitabili e per questo ancora più inaccettabili”.
Intanto l’avvocato ha chiesto ed ottenuto la citazione del Ministero della Difesa come responsabile civile, che quindi dovrà rispondere in solido con gli imputati, di tutti i danni sofferti dalle vittime.
