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Caltagirone-Marino, la resa dei conti. Acea ci prova: cda a 9 consiglieri

Caltagirone-Marino, la resa dei conti. Acea ci prova: cda a 9 consiglieri
irace tomassetti acea
INSIDE. A distanza di un anno dallo scontro tra il sindaco e l’azionista privato, sul board della multiutility si riaccendono i riflettori. Oltre all’approvazione del bilancio c’è da decidere il ruolo nel business dei rifiuti la privatizzazione dei servizi idrici integrati. I piccoli azionisti promettono battaglia
Caltagirone-Marino, la resa dei conti. Acea ci prova: cda a 9 consiglieri
Caltagirone-Marino, la resa dei conti. Acea ci prova: cda a 9 consiglieri

Scrive Acea: “I legittimati all’intervento e all’esercizio del diritto di voto sono convocati in Assemblea, in sede ordinaria, per il giorno 23 aprile 2015 alle ore 10.00, in prima convocazione, nel Centro “La Fornace”, in via dell’Equitazione, 32, Roma”.

Dall’associazione Apa piccoli azionisti, riceviamo e pubblichiamo.

 

“A giugno dell’anno scorso il Tycoon Editore ha dovuto digerire la perdita di un consigliere nel board della Capogruppo Acea SpA. Tuttavia, alla fine dei turbolenti ricorsi in tribunale, degli scontri sui media con i vertici uscenti, in Assemblea è emerso anche il nome della giovane Elisabetta Maggini (figlia di un noto costruttore romano) e di Alberto Irace, candidato a ricoprire la poltrona di AD a Roma, proveniente dalla società idrica toscana Publiacqua SpA dove tra gli azionisti di rilievo troviamo la Vianini Lavori SpA e Suez Gaz de France. Una solida conoscenza e una scelta gradita ai due azionisti di maggior peso (dopo il Comune di Roma) nella Holding dell’acqua, della luce, dei servizi ambientali e dell’illuminazione pubblica. Ma i due giganti, comunque, nella querelle con il sindaco Ignazio Marino, s’erano battuti per conservare la governance rinnovata (d’amore e d’accordo) il 15 aprile 2013, a ridosso delle elezioni comunali.
Un atto compiuto malgrado la richiesta in Assemblea da parte dell’allora candidato sindaco di rinviare l’elezione del board Acea. La rivincita di Marino sul “mal digerito rifiuto” di aprile 2013 si è consumata il 5 giugno 2014 con la bruciante sconfitta dei “colpevoli” che hanno dovuto subire il totale ricambio del CdA, tra l’altro, ridotto da 9 a 7 membri.
A distanza di un anno cosa sta succedendo? Una volta trovata la quadra per rilanciare gli “ambiziosi business” già progettati dall’ex-AD  Paolo Gallo (bruciato anch’esso in Assemblea), la variante decisiva avveniva per mano della renziana Maria Elena Boschi (cresciuta nel CDA di Pubbliacqua SpA), che praticamente ha imposto al sindaco di Roma Ignazio Marino la nomina di Alberto Irace (già AD della Società idrica toscana) sulla poltrona di Ceo del colosso dei servizi pubblici essenziali della Capitale.
Per Marino, chiusa la partita Acea, restarono da regolare con il socio Francesco Gaetano Caltagirone, ben altre questioni: i lavori della linea C della Metropolitana, i progetti di “privatizzazione” della gestione dei “servizi idrici integrati” in Toscana, Lazio e Campania, oltreché quelli riguardanti il business dei rifiuti urbani nel Lazio e in Umbria, incardinati nella Holding Capitolina. Al Calta infine, come sempre, restava il compito di regolare e rinforzare il peso della sua presenza a Roma: dalla sorte dei servizi di call center in Acea800 con l’outsourcing tramite la E-Care (ex- B2win di Azzurra Caltagirone e soci); dal progetto Acea 2.0, ai 5 appaltoni da sviluppare nella gestione dei servizi idrici integrati di Toscana, Lazio, Umbria e Campania; per finire al peso dei sevizi pubblici sui “piani urbanistici” delle svariate società di costruzioni riconducibili alla Caltagirone SpA.
All’Assemblea degli Azionisti si giocherà la partita finale? Vogliono ritornare a 9 membri nel CdA, per nominare la già responsabile Finanziaria dell’ex Ad Mangoni in Acea, (ma oggi consigliera nel Cda di Sorgenia SpA) e “dulcis in fundo” il massimo responsabile dei Servizi Immobiliari e delle costruzioni di Caltagirone. Insomma,  loro puntano a conquistare il totale controllo della Holding Acea (nota come la Mediobanca romana) e la “libera speculazione” sui business strategici dei rifiuti e dell’acqua del centro Italia e non solo. I piccoli azionisti in Assemblea si attiveranno, ancora una volta, con l’operazione “aria pulita e trasparenza”…. difficile da conseguire, ma non impossibile”.