Come in ogni campagna elettorale che si rispetti, i candidati negli ultimi giorni usano tutti gli assi nelle maniche per giocarsi il tutto per tutto. Ma mai come quest’anno il confronto è sembrato scivolare nell’invettiva e nella polemica. E la crisi di nervi è dietro l’angolo per i contendenti. Nello studio del Tgr Lazio è andata in scena l’ennesima sceneggiata. Non si erano ancora sopiti gli echi della lite tra Gianni Alemanno e la conduttrice della tribuna elettorale Antonella Armentano, che davanti alle telecamere è ripartito il teatrino dell’invettiva politico/polemica.
A dar in escandescenza il candidato Alfonso Luigi Marra che ha lasciato giovedì mattina lo studio in cui stava presenziando, con altri 8 candidati, alla Tribuna politica del TgR Lazio. “Il sindaco non viene eletto dai cittadini, ma illecitamente dai media” ha esordito l’eccentrico avvocato cosentino, prima di rincarare la dose: “Utilizzo solo uno dei minuti che mi sono concessi, gli altri ve li regalo; non mi rimane che salutarvi e lasciare la sedia vuota a testimonianza della illiceità del comportamento della cosca mediatica, di cui la Rai è il capo”.
Il candidato che comparirà nella scheda elettorale con il record delle liste in appoggio, ben 10, ha rinunciato ai minuti messigli a disposizione dalle norme per la par condicio “Per protestare contro il pilotaggio scientificamente messo in atto dai media che di fatto decidono l’esito delle elezioni – spiega Marra – A che servono quattro miseri minuti sul canale regionale quando da settimane il Servizio Pubblico, attraverso le sue principali trasmissioni come Ballarò, concede ore di visibilità nazionale al sindaco uscente e ad altri due o tre candidati? Di quale par condicio stiamo parlando? I media violano i principali principi democratici decidendo l’esito delle elezioni”.
Manca un giorno, poi finalmente calerà il silenzio, elettorale.

