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Colosseo senz’auto, lo scontro. La destra ci prova: referendum

INSIDE. La pedonalizzazione dell’area archeologica diventa scontro politico. L’ex assessore Marchi chiede un referendum popolare. Replica Cristiana Avenali: “I romani già hanno firmato la petizione”. Italia Nostra rettifica il pensiero dell’archeologo Antonio Cederna: “L’idea era l’area archeologica, le pedonalizzazioni sono un traguardo modesto”. Lo studio dell’Agenzia per la Mobilità chiarisce gli effetti del provvedimento sul trasporto pubblico e su quello privato. Alemanno l’aveva visto e l’aveva chiuso subito in un cassetto per paura che il caos avesse effetti sulla campagna elettorale. LA STORIA

di Fabio Carosi

L’aveva annunciato nel programma ma nessuno ci aveva creduto. Ora che la pedonalizzazione del Colosseo e dei Fori Imperiali ha “teoricamente” una data certa (il 15 agosto), si apre lo scontro tra i poteri forti.
Vecchio pallino degli ambientalisti romani che da sempre chiedono di trasformare lo spartitraffico più famoso al mondo in un’area libera dalle auto, l’anfiteatro è un ostaggio di due partiti che da sempre in città si sono combattuti: quello dei pedoni a tutti i costi e quello degli automobilisti. Rutelli nel 1999 si salvò dalla pressioni degli amici “verdi” e del potente costruttore romano Caltagirone che pressò con i media di famiglia per far recedere dal progetto, facendo approvare una salomonica delibera che vincolava la pedonalizzazione all’apertura della Metro C. Un segnale, un impegno che però poggiava su un cardine fragile. Tant’è che al 2016 la Metro C è un tronco morto che da Grotte Celoni porta a San Giovanni, sul quale, peraltro, Alemanno sindaco non ci ha voluto mettere la faccia. Binari ok, treni ok, ma la C non è entrata nelle inaugurazioni pre-elettorali per paura che finisse come la B1, un flop che ha trascinato dietro di sé mezza Atac e la faccia dell’allora sindaco.
Ora però si fa sul serio. Vista la distanza da Ferragosto, esperti, storici e persino Italia Nostra, reduce da un doppio carpiato contro Alemanno-con Alemanno con Ripa di Meana, entra in campo e smentisce che la super isola pedonale sia da attribuire all’intellettuale e archeologo Antonio Cederna. Scrive Italia Nostra per chi ha poca memoria: “Quando si parla di Antonio Cederna e di Via dei Fori Imperiali deve essere chiaro che il sogno di Antonio Cederna è stato quello di smantellare dalle fondamenta Via dei Fori Imperiali per consentire la riunificazione dell’Area Archeologica dei Fori Imperiali: Foro Romano e Foro Traiano, ricomponendo la scacchiera dei vari fori come si presentava in Età Classica, e quindi la creazione del più grande Parco Archeologico del Mondo da Piazza Venezia all’Appia Antica – continua l’associazione – Era inammissibile per lui che l’Area Archeologica più importante del Mondo fosse spezzata in due da uno stradone di cemento ed asfalto. Di fronte ad un progetto del genere le pedonalizzazioni sono un traguardo modesto. Non ha mai perseguito il progetto di una pedonalizzazione poichè comporterebbe, comunque, il mantenimento dello stradone”.

“Con il sindaco Luigi Petroselli e con l’Architetto Vittoria Calzolari, Assessore al Centro Storico, Cederna ottenne lo smantellamento di Via della Consolazione sotto la Rupe del Campidoglio, primo passo del suo grande sogno – sottolinea Italia Nostra – La richiesta di eliminare il traffico veicolare da Largo de Ricci al Colosseo è stata chiesta dalla Soprintendenza Archeologica Roma per il forte inquinamento atmosferico sul monumento e per le vibrazioni, dovute al pesantissimo traffico che da decenni devasta l’intera area archeologica. Verrà finalmente il giorno in cui qualcuno si deciderà a realizzare il vero sogno di Antonio Cederna?”.
Dunque i “conservatori della città” rilanciano per l’area archeologica, mentre l’ex assessore alla Mobilità della prima giunta Alemanno, Sergio Marchi, passato alla storia per non aver fatto nulla, (se non una sperimentazione inutile di apertura delle corsie preferenziali ai motorini), rilancia chiedendo un referendum tra i cittadini. Una mossa per guadagnare tempo, su un tema che appassiona chi ama la città e punta sul turismo e divide chi si sposta un auto e coi mezzi pubblici. Marchi incassa come sempre l’applauso dei città di destra-centro. Scrive Vincenzo Piso, coordinatore romano del Pdl, ex consigliere comunale e sedicente esperto di trasporti: “Buona la proposta del consigliere Sergio Marchi ovvero di proporre un referendum consultivo sulla pedonalizzazione di via dei fori imperiali, anche perché una simile operazione, di per sé auspicabile, nel contesto attuale rischia di essere devastante per la viabilità ed i cittadini residenti nel quadrante interessato. Il neo sindaco Marino comprenderà molto presto che nell’amministrazione locale un conto sono i proclami ed i desiderata, un altro la realtà”.
In attesa che “i forti” scendano in campo, a stoppare le velleità di mantenere lo status quo dei Fori Imperali, arriva la consigliere regionale Pd, Cristiana Avenali, già direttrice di Legambiente. Tuona la Avenali: “6400 cittadini romani hanno già firmato e consegnato in Campidoglio la petizione popolare di cui sono prima firmataria per chiedere l’attuazione di questa misura. La precedente amministrazione cittadina avrebbe potuto accelerare sul provvedimento, ma non l’ha fatto, ed ora utilizza lo strumento del referendum per perdere tempo e bloccare la giusta iniziativa del sindaco Marino”. E conclude: “Chiudere al traffico l’area dei fori invece è un provvedimento che parla al mondo e dà la misura della discontinuità tra una vecchia politica e la nuova”.
Su tutta la vicenda pesa uno studio dell’Agenzia per la Mobilità del Comune di Roma che ha nel cassetto da diverso tempo. Ipotizza due scenari: l’effetto del “Colosseo off” sul traffico provato e quello sui mezzi pubblici. Alemanno l’aveva letto e studiato e l’aveva rimesso subito al suo posto. Il rischio paralisi era troppo alto. Marino ci ha messo la faccia, lo scontro è aperto e sarà il tema del mese di agosto.