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Dal Fronte al Parlamento. La Destra in carriera

Dal Fronte al Parlamento. La Destra in carriera
MAFIA CAPITALE. Il collaboratore di giustizia Roberto Grilli, l’uomo che ha indicato alla Procura la via maestra dell’indagine, ricostruisce nomi e storie dei personaggi del Fronte della Gioventù, “tutta gente che hanno fatto carriera politica”. Il buco nero del rugby romano e Fabrizio Pollak che aveva un telefono solo per parlare con Massimo Carminati. Dagli atti: “Daniele Pradè diceva che il primo ottobre gli avrebbero consegnato la casa a Firenze e, quindi poteva andarlo a trovare quando voleva”. Napolitano: “Colpire infiltrazioni criminali e corruzione”
Dal Fronte al Parlamento. La Destra in carriera
Dal Fronte al Parlamento. La Destra in carriera

 

Le parole di Napolitano – “La moralita’ di chi fa politica poggia sull’adesione profonda, non superficiale, a valori e fini alla cui affermazione concorre col pensiero e con l’azione. Altrimenti – ha aggiunto il presidente della Repubblica – l’esercizio di funzioni politiche puo’ franare nella routine burocratica, nel carrierismo personale, nella ricerca di soluzioni spicciole per i problemi della comunita’, se non nella piu’ miserevole compravendita di favori, nella scia di veri e propri circoli di torbido affarismo e sistematica corruzione”.

“PD  Roma va raso al suolo”- Così il commissario del Pd Roma, Matteo Orfini. “Un partito non puo’ funzionare cosi’ e va ricostruito. “Non essere intervenuti prima e’ una responsabilita’ di tutti”, ha aggiunto Orfini.

Nanni de Angelis, Marcello Barbaro, Carmine Fasciani, Marco Cochi, Fabrizio e Paolo Pollak, il misterioso Dario per finire con l’attuale dg della Fiorentina Daniele Pradè. Quella di Carminati&associati era una rete incredibile. Non solo Roma e la “Roma che conta per gli affari di Mafia Capitale”, ma anche una ragnatela che arriva ovunque, descritta con particolari inediti dallo skipper che, bloccato con un carico di cocaina, si è trasformato in collaboratore di giustizia. E’ lui che ha dato il via alla maxindagine che non solo ha evidenziato la “cupola” ma anche ricostruito un pezzo del centrodestra romano dagli Anni ’80 in poi. Con nomi, cognomi e relazioni.
E Roberto Grilli nell’interrogatorio fiume del 7 giugno 2012, momento in cui gli sono stati sequestrati i beni e “si ritrova come don falcuccio” sta per essere ammesso al programma di protezione testimoni.

atti mafia capitale pradè
 

Grili è un fiume in piena e racconta “Roma violenta” dalla fine degli Anni ’70 in poi.  Da Carminati “in poi” chiama in causa il “re” di Ostia Carmine Fasciani, per una presunta partita di droga acquistata. Si legge nella dichiarazione: “… Sono i tempi più o meno del Fronte della Gioventù, inizi Anni ’80, dove ero piccolo però le vedevo abbastanza le cose, come le ho detto Emanuele M. che poi vi ho parlato.. di Pompeo, vi ricordate, con la barca che era.. mise una bomba alla Sip negli anni.. quindi conoscevo tutti… c’era Nanni De Angelis che fu uno che fu trovato impiccato in carcere, conoscevo il fratello Marcello è diventato senatore, Claudio Barbaro, detto Gulli che stava alla sezione Balduina, adesso anche lui è parlamentare, anche mi pare Marco Cochi è un ragazzo che mi portò Walter Sordi prima di essere latitante… aveva bisogno di dormire quando era latitante, il fratello Alessandro Cochi è assessore a Roma, insomma abbastanza conosciuto. Marco Perina adesso è anche lui assessore, cioé si hanno camminato insomma, hanno fatto Barbardo, De Angelis, Perina, Cochi, tutta gente che hanno fatto carriera politica”.

interrogatorio grilli
 

Massimo Carminati “è risultato tenere un elevato tenore di vita (ha iscritto il proprio figlio Andrea all’Universita’ Luiss di Roma) pur non svolgendo nessuna attività lavorativa ed essendo privo di reddito. Appare interessarsi di vendita di automobili e orologi, senza comparire formalmente in alcuna impresa operante nei predetti settori commerciali. E, nel periodo in esame, ha intrattenuto relazioni che destano sospetto e che meritano approfondimento”. Cosi’ scriveva il gip Flavia Costantini nel novembre del 2011 quando autorizzo’ “la proroga delle intercettazioni delle comunicazioni, vocali e sms”, come chiesto dalla procura. L’ex estremista nero – si legge ancora negli atti allegati all’inchiesta su Mafia Capitale – “e’ risultato avere relazioni con Marco Perina, vicepresidente del XX Municipio del Comune di Roma e fratello dell’onorevole Flavia Perina e con Simona Di Giuseppe, dirigente del ministero dello Sviluppo Economico e collaboratrice del viceministro Catia Polidori”.
Non solo. Carminati spaziava in tutta Italia, come quando l’11 settembre del 2012, il suo telefonino squillava: Dall’altra parte c’era Daniele Pradé, direttore sportivo della Fiorentina Calcio e prima ai vertici della Roma Calcio. Si legge negli atti allegati all’ordinanza di custodia cautelare che Carminati “si complimentava per la campagna acquisti della società e gli domandava  quando avrebbe potuto mangiare insieme”. La risposta di Pradé era confidenziale. Scrive ancora il Gip in una delle migliaia di pagine con le quali ha chiesto la proroga delle indagini: “Daniele Pradè diceva che il primo ottobre gli avrebbero consegnato la casa a Firenze e, quindi poteva andarlo a trovare quando voleva”.

atti mafia capitale pollak
 

Ma è soprattutto nell’ex dodicesimo municipio romano, quello dell’Eur, che Massimo Carminati ha una “punta di diamante”: è Fabrizio Pollak, dipendente dell’Eni come il fratello Paolo Pollak, già presidente del Municipio e poi consigliere in quota Pdl. Pollak, uno degli artefici della rinascita del rygby a Roma, con la presidenza di Riccardo Mancini era riuscito a far assegnare alla società controllata la gestione del campo delle Tre Fontane. E in ballo c’era un bando con 2 milioni di euro di finanziamenti per la riqualificazione. Sempre dagli atti del giudice per le indagini preliminari: “Il 6 settembre 2012 alle 13,03 il commercialista Marino Z. chiamava Fabrizio per parlare dell’assemblea dei soci della nuova società e delle deleghe per la stessa. Fabrizio Pollak diceva che il bando lo aveva preparato con il fratello (Paolo Pollak). Marino R. gli spiegava allora come scrivere la gestione operativa”. Fabrizio Pollak, intercettato per mesi è stato iscritto nel registro degli indagati già nel 2011.