Cosplayer per una sera. Con la variante che il costume che indossano e il ruolo che recitano è quello del lavoro vero. L’ultima follia dei romani in cerca di esperienze ed emozioni è il travestimento. Uomini e donne che di giorni sono avvocati, dirigenti della pubblica amministrazione, persino grafici editoriali che abbandonano toga, tastiera, tailleur e cravatta e diventano camerieri e persino spogliarelliste.
Lo fanno un po’ per noia e molto per gioco. Anche per provare se, oltre la professione, riescono a misurarsi con il ritorno “al lavoro vero”, quello in cui la manualità e la resistenza fisica sono requisiti essenziali.
“Il mio avvocato di fiducia me lo ha chiesto con il sorriso, sembrava uno scherzo. Invece alle 19,30 si è presentato puntuale in cucina e ha detto sicuro: “Stasera faccio il cameriere”. Chi parla è Marcello, titolare di un notissimo ristorante romano, uno di quelli che fa impazzire i turisti, e che racconta come un amico avvocato si è proposto per una sera di lavoro. “Voleva provare a tutti io costi e così l’ho sfidato. Si è messo la divisa e all’inizio ha osservato poi si è entrato in cucina e ha iniziato a seguire un cameriere esperto. Avanti e indietro tra il banco dove gli chef impiattavano e la sala. Impacciato ma deciso; divertito e subito preso da attacco di panico quando si è trattato di seguire più tavoli contemporaneamente. A fine serata era distrutto ma divertito. Contento lui… Una sola nota di demerito, per il primo giorno: una tendenza eccessiva alle chiacchiere col risultato che le comdande erano da pazzi: quattro fettuccine alla carbonara e tartufo con quattro varianti sulla cottura e sul condimento… E’ lì che i suoi studi legali sono naufragati”.
E di travestimento in travestimento, la storia di Giulia. Quindici anni di anzianità in un ufficio pubblico, quasi quarantenne ha deciso che doveva provare l’emozione di diventare spogliarellista. E ci è riuscita. Ha tormentato il marito, un serio professionista del settore delle assicurazioni, e lo ha convinto a cercare un locale compiacente, dove potesse mescolarsi con le altre ragazze. Detto, fatto. Con tanto di trolley, costumi e trucchi sono partiti alla volta della Toscana dove la signora si è esibita tra gli applausi del pubblico. “Tant’è – racconta il marito divertito – ci hanno proposto di fare altre serate e a pagamento. Anzi, per lo show a me che ero in versione “agente”, mi hanno anche messo 80 euro in mano. Lei? Dapprima imbarazzata, poi divertita. Sembrava di stare in un film”. Ovvio che lo strip-tease è stato un atto unico. “Da non raccontare ai nipoti”.
Cosplayer per una notte anche Chiara, 40 enne, mago del software di fotoritocco e rendering. Dopo aver “tagliato” una serie di foto di ballerine di lap dance e cubiste ha avuto l’irresistibile tentazione di provare. Single per “delusione” ha convinto l’amica del cuore a gettare il cuore oltre l’ostacolo e si è avventurata in una discoteca all’Ostiense “scoperta” di tutto punto per una notte da “cubista al palo”. Dimenticata l’età, si è trasformata in ventenne e ha sfidato gli sguardi. Fisico asciutto e minuto, “non ho neanche un filo di cellullite perché mangio tante verdure”, è salita e ha ballato da pazzi. Poi la sfida sul “palo” dove si è esibita, “mimando mosse e movimenti visti nei film”. “E’ stata una notte folle e divertentissima”, ma non lo rifarei. Sono alla ricerca di altro…
LA STORIA. Il di racconto Marcello, un ristorante da premio: “Il mio avvocato di fiducia alle 19,30 si è presentato puntuale in cucina e ha detto sicuro: “Stasera faccio il cameriere”. Poi c’è Giulia, dipendente di un ente: quasi quarantenne è andata in un locale “a tema” col marito ed è salita sul palco per poi spogliarsi e poi le hanno proposteo altre serate. Infine Chiara, mago del fotoritocco: si è vestita da cubista ed è andata sul palo in una discoteca dell’Ostiense
