Ancora una nuova rilevazione del Codici sull’abusivismo dei manifesti elettorali. I punti di rilevazione sono sempre gli stessi: viale Marconi, via del Porto Fluviale, viale Aventino, Piazza Cavour, Piazza Vittorio, stazione Termini, viale dell’Università, viale Ippocrate, Piazzale delle Province, via Catania. Si osservano sia gli spazi pubblici appositamente istallati per le affissioni che gli spazi privati, autorizzati e non.
Chi saranno i vincitori questa volta? Riscontriamo una parità di manifesti abusivi per quanto riguarda i candidati del centro destra e del centro sinistra. La novità è che Rivoluzione Civile entra prepotentemente nella classifica dei manifesti incivili con affissioni su muri privati, cassonetti dei rifiuti e della raccolta vestiti. Mentre recentemente gli stessi posti erano coperti dai manifesti di Casapound, oggi Rivoluzione Civile ne ha acquisito il “monopolio”.
Entra prepotentemente in classifica anche Gramazio, mentre ritornano i manifesti di Smeriglio, soprattutto in viale dell’Università. C’è anche Storace nella lista dei maleducati, i cui manifesti prendono possesso degli spazi di affissione privati in via Giolitti. I cartelloni di Ruotolo sono invece affissi direttamente sui muri di Piazza Vittorio, come anche quelli di Ingroia.
Scrive l’associazione: “La domanda ora è scontata: chi avrà conquistato il tanto ambito posto della centralina di via Cavour? Questa settimana il vincitore è Robilotta, con i suoi manifesti che ricoprono completamente la struttura di rilevazione dello smog.
“Ma il dato più sconcertante – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – è una sensazione di cresciuto abusivismo nelle strade della Capitale. Finora non era mai capitato di vedere, come si nota nelle immagini, una strada quasi completamente invasa dai manifesti elettorali abbandonati. I pedoni oggi fanno fatica a passeggiare per viale Aventino, perché costretti a fare un pericoloso slalom tra i cartelloni lasciati per terra. Rivolgendoci alle amministrazioni competenti chiediamo: non è forse il caso di iniziare una più seria lotta all’abusivismo dei manifesti elettorali?”.

