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Il Pd romano nella bufera. “Renzi deve intervenire”

Il Pd romano nella bufera. “Renzi deve intervenire”
marino coratti
Interrogatori di garanzia per 14 dei 37 arrestati nell’inchiesta “Mondo di mezzo”. Tacciono tutti, anche Carminati; Franco Panzironi accenna una difesa: “Pronto a spiegare”. Dopo le dimissioni di Ozzimo, Coratti e il passo indietro di Patanè, David Sassoli e Morassut chiedono l’intervento del segretario del partito: “Azzerare tutti i vertici”. E sulla richiesta del Cinque Stelle di commissariare il Comune: “Marino è una persona onesta, lasciatelo lavorare”
Il Pd romano nella bufera. “Renzi deve intervenire”

Massimo Carminati, Brugia, Fabrizio Franco Testa, Lacopo, Fabio Gaudenzi, Gaglianone, Bracci, Salvatore Buzzi, Ietto, Luca Odevaine, Carlo Pucci, Matteo Calvio e Franco Panzironi. Il giorno dpop le manette che hanno devastato l’etica della parte sana della città, alcuni degli arrestati sono stati ascolati dai piemme nel carcere di Regina Coeli per l’interrogatorio di garanzia. Tutti in silenzio, tranne Panzironi, l’ex presidente Ama e presidente di Unire ai tempi in cui Gianni Alemanno era ministro per l’Agricoltura che ha accennato una minima difesa.
E se l’intero blocco del centrodestra romano è sconvolto dalla scoperta della cupola “fascio mafiosa” il terremoto colpisce un pezzo della sinistra. Dopo l’assessore comunale Ozzimo e il presidente del Coniglio Comunale, Coratti, ha mollato l’incarico di presidente della Commissione Cultura il Pd Patané che però non ha rinunciato al ruolo di consigliere regionale. Chi resiste è il capogruppo di Forza Italia Luca Gramazio che si è difeso a oltranza: “Non faccio parte di un sistema e lo dimostrerò. Carminati? Io incontro un milione di persone. Io sono la persona più dispiaciuta di tutto questo – ha aggiunto – nei confronti della mia famiglia e di tutte le persone che mi sostengono. Sono a disposizione degli inquirenti”.
Ma è sempre il Pd romano che ormai aspetta solo un cenno del premier Renzi, chiamato da più parti a occuparsi della “questione romana”. Lo fa l’eurodeputato David Sassoli che parla chiaramente “di una questione romana alla quale il partito tutto deve dare una soluzione in tempi brevissimi. Quanto al Cinque Stelle che ha chiesto al prefetto di Roma il commissariamento del Campifoglio, Sassoli replica duro: “Un arichiesta che non ha senso. Al Comune di Roma c’è una brava persobna che si chiama Iganzio Marino che deve continuare a fare il suo lavoro. La sua onestà è per tutti una certezza.
Ma ad alzare i toni è anche il deputato Roberto Morassut che in un lungo intervento ha invocato l’azzeramento di tessere ed organismi assembleari di Roa e del Lazio con l econseguenti dimissioni di tutti gli eletti: “In questi anni tante volte ho cercato di scuotere il mio partito. L’ho fatto scrivendo; segnalando il decadimento della vita interna, l’assenza di politica, la progressiva e sempre più marcata predominanza dell’elemento del puro “potere” negli equilibri interni, l’uso degli strumenti essenziali della partecipazione democratica – come il tesseramento e le primarie – per consolidare assetti tribali di cordate senza politica”.