Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Gallery » In 60 sopravvivono nelle baracche. Pugno duro del Comune sui disperati

In 60 sopravvivono nelle baracche. Pugno duro del Comune sui disperati

IL BLITZ. Una vera e propria favela costruita sulla riva dell’Aniene dava riparo a 16 famiglie: sudamericani, filippini e rumeni, gli “ultimi” della società, alcuni con un lavoro normale e un reddito fisso, ma ogni sera tornavano a vivere in ripari pericolanti fatti di mattoni e lamiere in una zona a rischio anche per l’erosione. I Vigili hanno eseguito l’ordinanza del Sindaco che prevede lo sgombero e la demolizione dei manufatti. LA GALLERY

Le prime baracche erano sorte vent’anni fa nella terra di nessuno lì dove l’Aniene si getta nel Tevere. Su quella riva destra con gli anni si era sviluppata una vera e propria città completamente abusiva, costruita di casupole in mattoni, baracche di canne, vere e proprie capanne con vista sulla tangenziale est.
Cinquanta “abitazioni” che davano riparo a 16 famiglie, in prevalenza sudamericane e filippine e rumeni, gli “ultimi” della società: non solo banditi, alcuni avevano un lavoro normale e un reddito fisso, ma ogni sera tornavano a vivere in quei ripari pericolanti, a rischio anche per l’erosione della riva del fiume.
Il blitz dei vigili urbani coordinato dal comandante Antonio Di Maggio, è scattato all’alba, seguendo una delle prime ordinanza emessa dal Sindaco Ignazio Marino nel 2014. Sul posto, in via della Foce dell’Aniene, anche gli uomini il gabinetto del sindaco e il Dipartimento delle Politiche Sociali. Circa sessanta le persone sgomberate, alcune delle quali ricorreranno all’aiuto della Protezione Civile per trovare un posto dove dormire.