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La Camorra è made in Roma. Scacco a “O’ professore”

Anche dal carcere il boss Domenico Pagnozzi gestiva gli “affari” in tutta Italia. Gigantesca operazione dei carabinieri che, in 24 città, da L’Aquila a Nuoro, arrestano 61 esponenti del clan che aveva base nella Capitale e che aveva preso il posto dei Moccia. Dall’omicidio del boss della Marranella al controllo di droga, armi ed estorsioni. Contestata l’accusa di associazione mafiosa

Dall’omicidio del “boss della Marranella” Giuseppe Carlino, avvenuto a Torvaianica nel settembre del 2001, al carcere in regime speciale di 41 bis. Ma Domenico Pagnozzi, detto “O’ professore”, figlio di Gennaro “O’ giaguaro” e condannato all’ergastolo per il delitto di uno degli esponenti della Banda della Magliana, anche da dietro le sbarre continuava a dare ordini al clan della Valle Caudina e gestiva estorsioni, traffico di droga, riciglaggio  e illecita concorrenza e traffico di armi.
E a Roma, precisamente nella zona sud est, il clan Pagnozzi aveva definitivamente preso il comando di ogni attività criminale prima in mano al clan Moccia, decapitato con l’uccisione di Gennaro Senese, fratello del boss Michele Senese.
Così da proprio da Roma è partita una gigantesca operazione anti camorra estesa a Frosinone, Viterbo, L’Aquila, Perugia, Ascoli Piceno, Napoli, Caserta, Benevento, Avellino, Bari, Reggio Calabria, Catania e Nuoro. In queste città i Carabinieri del Comando Provinciale di Roma e dei Comandi dell’Arma territorialmente competenti stanno eseguendo una vasta operazione anticrimine per dare esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Roma su richiesta della Procura della Repubblica di Roma – Direzione Distrettuale Antimafia nei confronti di 61 persone indagate a vario titolo di associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, estorsioni, usura, reati contro la persona, riciclaggio, reimpiego di denaro di provenienza illecita, fittizia intestazione di beni, illecita detenzione di armi, illecita concorrenza con violenza e minacce, commessi con l’aggravante delle modalità mafiose di cui all’art. 7 D.L. 13 maggio 1991 n. 152 e per essere l’associazione armata.
L’operazione è stata eseguita a conclusione di un’indagine del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale Carabinieri di Roma che ha portato all’individuazione di un’organizzazione per delinquere di matrice camorristica operante nella zona sud-est di Roma in varie attività illecite, capeggiata, fino al suo arresto per associazione mafiosa e omicidio, da Domenico PAGNOZZI, attualmente detenuto in regime di 41 bis. Nell’ordinanza di custodia cautelare viene riconosciuta la sussistenza del reato di associazione mafiosa di cui all’art. 416 bis del codice penale per i componenti del sodalizio.