La bagarre sul decreto Salva Roma finisce a stracci in faccia. E’ il sindaco di Roma che scatena la guerra contro la Lega e il Movimento Cinque Stelle. In preda a delirio da loquacità dopo aver minacciato di bloccare Roma, accusa pesantemente l’opposizione: “Quello del M5S e della Lega è un comportamento scellerato e irresponsabile. In altri Paesi atteggiamenti di chi brucia la bandiera d’Italia sarebbero stati puniti mettendo in galera i responsabili, noi qui li eleggiamo senatori della Repubblica”. E se non fosse chiaro il messaggio spedito a Salvini e Grillo, rincara la dose: “Il Pd è tutto con me. Chi ha danneggiato Roma ed è contro la Capitale d’Italia sono la Lega e M5s dovrebbero restare seduti quando c’è l’inno di Mameli, non sono degni di alzarsi in piedi”.
Immediata la replica da via Bellerio, sede della Lega Nord: “Il sindaco di Roma minaccia di bloccare la città se non gli arriverà l’ennesimo regalo dallo Stato? Caro Marino, se sei capace spendi di meno oppure dimettiti – risponde Matteo Salvini – mi dispiace per i cittadini romani che hanno subito per anni un’amministrazione sprecona e ora non meritano proprio un pessimo sindaco: Marino dimettiti. La cattiva amministrazione di Roma è un insulto agli italiani e alle migliaia di sindaci che, soprattutto al Nord, da tempo hanno faticato, tagliato e risparmiato. I sindaci del Nord da oggi sono in rivolta e sono imbufaliti dopo le parole di Marino. Il sindaco dice che in un Paese civile la Lega dovrebbe essere in galera? No, in un Paese civile sarebbero in galera i politici romani che hanno fatto un debito da record mondiale! Ci vediamo a Roma il 10 Maggio per il “Basta Euro Tour”, per incontrare la gente ma non i politici spendaccioni”.
Incassato lo schiaffo dalla Lega, Ignazio Marino se la prende con la svicepresidente del Senato e esponente di Scelta Civica, Linda Lanzillotta, colei che aveva presentato una serie di emendamenti al decreto ritirato con i quali impegnava il governo a controllare le spese di Roma e ad avviare una seria politica di dismissioni e privatizzazioni. Sempre il sindaco nel suo instancabile tour mediatico: “Essendo stata assessore alla Programmazione finanziaria del Comune di Roma dal 1993 al 1999, “Lanzillotta è la prima responsabile della gestione di Roma Capitale”.
Infine, a proposito del Pd che è tutto con lui, si commentano da sole le parole Federico Gelli, deputato Pd: “Ignazio Marino faccia il sindaco, si ricordi di essere l’autorità di governo della città di Roma, non può pensare di mettersi ad aizzare le folle. Il sindaco e il prefetto rappresentano – continua Gelli – il primo presidio dello Stato sul territorio. Ci auguriamo che le dichiarazioni avventate e minacciose del primo cittadino della Capitale siano state solo uno sfogo sfuggito in un momento particolarmente difficile, è opportuno che Marino smentisca e chiarisca. Non si può pensare di minacciare il blocco della città, non c’è nulla di istituzionale e civile in una provocazione del genere”.

BAGARRE SALVA-ROMA. Nel tour mediatico il sindaco spara sulla politica: “In altri Paesi chi brucia la bandiera va in galera, da noi senatori”. La risposta: “In un Paese civile sarebbero in galera i politici romani che hanno fatto un debito da record mondiale”

