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La rivincita della carta, viaggio nel ’68 rivoluzionario di riviste e giornali

Memoria di carta: appuntamento con la storia. Il ’68 della carta stampata e dei giornali

Di Patrizio J. Macci

 

Giornali, riviste, volantini, una storia fatta d’inchiostro, per riscoprire il valore della stampa: arriva “Memoria di carta”.

 

Un tuffo alla riscoperta delle carte del 1968, anno del quale solo ora si comincia a recepire in pieno l’apporto in termini di creatività rivoluzionaria per la cultura del nostro Paese. Nulla di quanto leggiamo e maneggiamo in termini di letteratura, design e televisione esisterebbe senza la rivoluzione iniziata nell’Anno della Scimmia. Ora che la carta arretra sotto i colpi del digitale è arrivato il momento di interrogarsi su chi ha innescato il cambiamento che ci avrebbe portato ai caratteri ascii. 

Le parole, le idee e le speranze di una stagione di desideri e aspettative attraverso le carte dell’Istituto romano per la storia d’Italia dal fascismo alla Resistenza (IRSIFAR) verranno dispiegate nella Casa della Memoria e della Storia in via di San Francesco di Sales 5 dal 14 marzo all’8 maggio.

Carte nel vero senso della parola e cioè manifesti, volantini, tazebao, pagine di ciclostile, opuscoli, ritagli di giornale, fotografie, disegni, appunti: è uno sguardo parziale rapsodico e frammentario, ma capace di riproporre con forza il susseguirsi caotico degli eventi e la vitalità delle idee che si andavano formando e perfezionando nel corso di pochi mesi, se non di poche ore e giorni. Basti pensare che in quegli anni alcuni quotidiani avevano diverse edizioni nel formato cartaceo nell’arco della medesima giornata. Una mole di materiale ancora da riscoprire, valutare e catalogare in un’ottica storiografica. 

La prospettiva che verrà proposta è integrata da rimandi alla cultura diffusa di allora e ai processi sociali ed economici che avevano contribuito a creare le condizioni perché il Sessantotto avvenisse. Era possibile cogliere i segni premonitori di quello che stava per accadere? Che ruolo hanno avuto i medium dell’epoca? Qualcuno avevo colto i segni incipienti della “primavera”? Tenteranno di rispondere a queste domande in una serie di incontri monotematici Emiliano Morrale che racconterà il cinema di quel periodo e la sua influenza, Felice Liperi le musiche che hanno fatto da colonna sonora, Guido Crainz il ’68 nell’Est europeo, Angelo Bolaffi in Germania, Alessandro Portelli negli Stati Uniti d’America.

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