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Mafia-Ostia, proposta choc. “Sciogliamo i Municipi”

Mafia-Ostia, proposta choc. “Sciogliamo i Municipi”
matteo orfini
L’INTERVENTO. L’ex Pd Lucio D’Ubaldo: “Non si vuole sciogliere il Campidoglio? Allora non rimane, ad esser chiari, che sciogliere tutti i Municipi. Non uno o l’altro, a seconda dell’andazzo che prende l’azione della magistratura, ma tutt’e quindici a riprova di una organica volontà di moralizzazione e cambiamento a livello territoriale… Una scelta per rimettere in moto la politica”
Mafia-Ostia, proposta choc. “Sciogliamo i Municipi”
Mafia-Ostia, proposta choc. “Sciogliamo i Municipi”
Mafia-Ostia, proposta choc. “Sciogliamo i Municipi”

di Lucio d’Ubaldo

Ostia è l’epicentro del problema, sicuramente il più urgente e il più acuto, ma non è il problema vero. C’è di vero, invece, che Roma non può andare avanti in questo modo: pende, non solo su Ostia, la spada di Damocle dell’inchiesta su Mafia Capitale, ovvero sugli intrecci tra politica, amministrazione e criminalità organizzata.
Marino può anche dirsi estraneo, inventandosi interprete del generale malessere per il malaffare. Sta di fatto, però, che lo stillicidio di notizie e più ancora di provvedimenti anticrimine genera la percezione di uno stato di crisi irreversibile. Non se ne esce con le mezze misure.
In realtà, fare pulizia significa adottare soluzioni drastiche, senza incertezze e al più presto possibile. Non si vuole sciogliere il Campidoglio? Allora non rimane, ad esser chiari, che scogliere tutti i Municipi. Non uno o l’altro, a seconda dell’andazzo che prende l’azione della magistratura, ma tutt’e quindici a riprova di una organica volontà di moralizzazione e cambiamento a livello territoriale.
Questa scelta dolorosa e necessaria, speranza ultima per Marino, richiede il pronunciamento del Partito democratico. Orfini è pronto? Ha i poteri che altri non hanno: in qualità di commissario del partito romano può “fare lo strappo” che gli sarebbe impedito in condizioni di normalità statutaria. In un certo senso, non ha alibi che coprano la fuga dalle proprie responsabilità. Con tale decisione rimetterebbe in moto la politica romana, trovando forze disponibili a dissodare il campo di una nuova progettualità per Roma di domani.
È inevitabile che, a meno di un miracolo o di un pasticcio, il municipio di Ostia precipiti verso lo scioglimento. Allora, pensare che ciò rimanga un caso isolato, senza ripercussioni più ampie, suona quanto meno azzardato. Tanto vale prendere il toro per le corna e dare corso a una rottura, urgente e vitale, che inneschi un processo di risanamento e innovazione.
D’altronde, la domanda aleggia nei pensieri di ognuno di noi: ci sono alternative quando, per ora e per dopo, nel Pd si cerca di preservare a qualsiasi costo l’esperienza di Marino? Ecco, se ci sono, occorre dirlo a voce alta. Altrimenti, in questo silenzio circondato di premure e buoni intendimenti, finisce per annidarsi il pericolo di un vuoto pericoloso di direzione politica e amministrativa. L’opposto, dunque, di quanto servirebbe per il buongoverno di una Roma che si accinge a ricevere milioni di pellegrini per l’Anno Santo straordinario.