Per la Commissione Antimafia le vicende dell’inchiesta Mondo di Mezzo rientrano nell’articolo 416 bis: “La mafia non è solo quella del mezzogiorno”.
Nonostante in primo grado il Tribunale di Roma non abbia riconosciuto l’associazione per delinquere di stampo mafioso e l’aggravante del metodo mafioso in merito al processo Mafia Capitale, la relazione della commissione di Rosy Bindi ha tratto conclusioni differenti.
“Pensare che le mafie siano ancora solamente quelle nate e cresciute nel mezzogiorno d’Italia, impedisce di comprendere l’evoluzione dei sistemi criminali, anche di quelli tradizionali, la loro adattabilità e il mimetismo con cui sanno stare nel nostro tempo. La relazione sottolinea, a partire dalle vicende di Mafia Capitale, l’importanza di riconoscere anche le forme ‘originali’ di nuove mafie che, pur non mostrando le stesse forme di manifestazione e le caratteristiche organizzative della ’ndrangheta, di cosa nostra, della camorra, e delle mafie pugliesi, esprimono ugualmente la capacità di intimidazione e assoggettamento di spazi economici, di ambiti sociali, di infiltrazione nella pubblica amministrazione; esse possono perciò rientrare a pieno titolo nelle fattispecie previste dall’art. 416-bis”, si legge nella sintesi della relazione finale della commissione parlamentare Antimafia presentata mercoledì.
All’evento hanno partecipato il ministro dell’Interno Marco Minniti, il presidente del Senato, Piero Grasso, il procuratore nazionale antimafia, Federico Cafiero de Raho, e il Presidente dell’associazione Libera, don Luigi Ciotti.






