Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Gallery » Ostia senza bagnini, distrutta l’economia estiva. Tuffi vietati

Ostia senza bagnini, distrutta l’economia estiva. Tuffi vietati

Avvisi del Comune a Capocotta e Castelporziano: “Non ci sono i bagnini”

Ostia senza bagnini, distrutta l’economia estiva. Tuffi vietati
ostia 01
Ostia senza bagnini, distrutta l’economia estiva. Tuffi vietati
Ostia senza bagnini, distrutta l’economia estiva. Tuffi vietati
Ostia senza bagnini, distrutta l’economia estiva. Tuffi vietati
Ostia senza bagnini, distrutta l’economia estiva. Tuffi vietati

E’ la prova della resa: stabilimenti sotto sequestro e spiagge libere senza assistenza per i bagnanti. Quella del 2016 passerà alla storia come l’estate senza servizi e la conseguente distruzione di un’economia che dava lavoro per mesi a migliaia di persone, soprattutto ragazzi, impegnati nell’attività stagionale.
Così dopo le spiagge Spqr e Arca di Ostia, è iniziato a Capocotta e Castelporziano il posizionamento dei cartelli che indicano l’assenza di bagnini sulle spiagge libere del litorale. Entro il fine settimana, assicurano gli addetti ai lavori, gli avvisi verranno esposti su tutti i tratti d’arenile dove manca il servizio di salvataggio e sulle entrate dei Cancelli. Anche i servizi igienici di Castelporziano sono in fase di ripristino, l’apertura dei bagni pubblici è prevista nei prossimi giorni.
Nel frattempo i gestori dei chioschi hanno collocato dei bagni chimici a disposizione della clientela. Rimangono senza servizi igienici le spiagge di Capocotta dove gli ex gestori dei chioschi chiusi proseguono con l’autodemolizione delle strutture abusive. Autodemolizione invece ferma al chiosco del 4 Cancello di Castelporziano l’ultimo rimasto intatto dopo che ad aprile 2015 le ruspe dell’amministrazione comunale avevano cancellato gli ampliamenti abusivi realizzati dagli altri 4 chioschi. ‎I gestori del chiosco, dopo la sentenza del Consiglio di Stato che lo scorso 20 maggio aveva respinto il ricorso presentato, hanno chiesto e ottenuto di procedere ‎all’autodemolizione che sarebbe dovuta concludersi in tempi rapidi: entro una decina di giorni. Ad oggi gli ampliamenti abusivi sono ancora in piedi e l’esercizio in piena attività.