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Prostitute per arte dissacrano Cinecittà. Una “casa chiusa” sul set di Scorsese

Lo spettacolo “Dignità Autonome di Prostituzione”, di Luciano Melchionna e Betta Cianchini, in scena fino al 1 agosto negli Studios sulla Tuscolana. In scena attrici-prostitute, “papponi”, spettatori-clienti e percorsi di street food

Nell’arte tutto è possibile, pure profanare i luoghi sacri del cinema con la follia goliardica di un’ambigua quanto divertita, e divertente, contrattazione tra cliente e meretrice, ovviamente per gioco. Dopo aver conquistato 370mila spettatori in tutta Italia, sui set di Cinecittà “Dignità Autonome di Prostituzione”, in scena fino al 1 agosto lo strabiliante spettacolo di Luciano Melchionna, dal suo format scritto a quattro mani con Betta Cianchini.
Nella prima “casa chiusa dell’arte” del mondo, gli attori e le attrici cortigiane, sono alla mercè dello spettatore, ma protette dalle regole della casa stessa. Rigorosamente in vestaglia da camera, gli attori adescano e si lasciano adescare dai clienti/spettatori che, muniti dal denaro locale acquistato con il biglietto d’ingresso, contrattando il prezzo delle singole prestazioni con il Papi pappone e la sua esilarante famiglia. Conclusa la trattativa, i clienti, soli o in gruppo, si appartano con l’attore scelto, in un luogo dove fruiranno della pillola: performance, storie, monologhi in grado di emozionare, divertire, rapire, sollecitare pensieri.
Le originali e intriganti performance invadono gli storici Cinecittà Studios: dal set di Gangs of New York al sommergibile ricostruito per U-571 di Jonathan Mostow con Matthew McConaughey fino alle magiche sale dedicate a Fellini e Visconti.
Il biglietto di ingresso per accedere al gioco della contrattazione con gli artisti-prostituti  parte da 19 euro.