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Riciclaggio, ecco la “via” romana. La più grande industria planetaria

Appuntamento mercoledì all’Università di Roma per il libro “Il riciclaggio come fenomeno transnazionale: normative a confronto”. Al tavolo Sonia Alfano, Franco Roberti e Claudio Clemente, oltre ai sottosegretari Cosimo Ferri e Simona Vicari, il viceministro Luigi Casero e il prefetto Pecoraro

Un giro d’affari di oltre 140 miliardi di euro, ossia il 10% del Pil nazionale, contro una media europea pari al 5%, almeno stando alle stime del Fondo Monetario Internazionale. A Roma si parla della più grande industria del mondo, quella del riciclaggio e del finanziamento al terrorismo. Un’industria che non conosce crisi e che, in Italia, viene costantemente monitorata dall’Unità di Informazione Finanziaria (UIF) della Banca d’Italia che raccoglie le segnalazioni di operazioni sospette. Ebbene, i numeri sono eclatanti: nel primo semestre del 2013 (ultimo dato disponibile) le segnalazioni analizzate sono state 52.317, con un aumento del 267,7 per cento rispetto al 2012, quando erano già aumentate nel 2012 rispetto al 2011 del 207 per cento. E se si va a vedere la serie storica non va meglio: + 13,5 per cento nel 2011; +43,1 per cento nel 2010; + 40,7 per cento nel 2009.
Da qui nasce la necessità delle Istituzioni di controllare sempre di più i movimenti di denaro e le operazioni sospette. “Ad oggi, quando si parla di riciclaggio – spiega Ranieri Razzante, che insegna antiriciclaggio all’Università di Bologna ed è presidente dell’Associazione italiana responsabili antiriciclaggio (Aira) – si intende una fattispecie chiaramente riconosciuta da tutti gli ordinamenti nazionali e sovranazionali. Ed è il modo più facile che hanno le organizzazioni criminali per ripulire capitali derivanti direttamente o indirettamente da condotte contrarie alla legge”. Ecco perché, continua Razzante, “si registra il fenomeno dell’espansione della criminalità sulle rotte internazionali. Perché c’è una costante ricerca di quelle aree geografiche caratterizzate da deboli apparati politico-legislativi e per questo incapaci di fornire adeguate garanzie di regolamentazione e trasparenza nei settori economici e finanziari”. Insomma, non può, “a questo livello dell’evoluzione della produzione legislativa e dottrinale, considerarsi la questione riciclaggio solo appannaggio di alcuni Paesi: il riciclaggio è un problema globale e come tale può essere affrontato solo alla luce di una manifestazione comunitaria di intenti che deve tradursi in un’azione coordinata a livello transazionale”.
Da queste considerazioni nasce il volume “Il riciclaggio come fenomeno transnazionale: normative a confronto”, a cura di Ranieri Razzante e con la prefazione del direttore dell’Unità di informazione finanziaria Claudio Clemente, che sarà al centro di un incontro organizzato  delle ore 17 all’Università degli studi di Roma “La Sapienza” – Aula organi collegiali – piazzale Aldo Moro).
Parteciperanno Sonia Alfano, presidente della commissione antimafia UE; Giuseppe Bottillo, comandante nucleo speciale Polizia tributaria della Guardia di Finanza; Luigi Casero, viceministro dell’Economia e delle Finanze; Giancarlo Del Bufalo, ex presidente del Gafi (Gruppo di azione finanziaria internazionale istituito presso l’Ocse); Giuseppe Esposito, vicepresidente del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (Copasir); Cosimo Ferri, sottosegretario alla Giustizia; Raffele Grassi, direttore del servizio centrale operativo della Polizia di Stato; Vittorio Manes, docente di Diritto penale all’Università di Bologna; Andrea Margelletti, presidente del Centro studi internazionali; Mario Parente, comandante del Raggruppamento operativo speciale dei Carabinieri; Giuseppe Pecoraro, Prefetto di Roma; Franco Roberti, Procuratore nazionale antimafia e Simona Vicari, sottosegretario allo Sviluppo economico.