di Claudio Roma
C’è chi va al mare, chi in montagna e chi ha dedicato la giornata dell’11 agosto al pellegrinaggio e alla preghiera. Dopo la protesta, i blocchi stradali e la speranza nella giustizia amministrativa, i cittadini del Divino Amore si affidano alla fede.
Una, dieci, cento, mille preghiere si sono levate all’Angelus domenicale per cercare di fermare la “strana idea” di Regione, Comune di Roma e Commissario per l’emergenza rifiuti di trasformare l’Agro romano in una nuova pattumiera di Roma.
L’appello degli abitanti dell’Ardeatina, delle frazioni di Molino, Castel di Leva, Falcognana e Spregamore è arrivati sin sotto la finestra di Papa Francesco, al quale è stata consegnata una speciali richiesta di aiuto. Non che il Papa possa fermare una discarica, sia chiaro, ma che almeno possa istruire una “corsia preferenziale per far giungere le nostre richieste direttamente al Signore”, spiegavano le suorine del Santuario a chi chiedeva come mai sin dalle prime ore del mattino avevano abbandonato l’attività di servizio verso i poveri di Roma e si erano incamminate in direzione di piazza San Pietro.
La scelta di collocare la discarica a poche centinaia di metri e di condannare un territorio di contadini e agricoltori a convivere con un flusso ininterrotto di camion stracolmi di spazzatura diventa così una vertenza internazionale. I manifesti con i quali il “coordinamento no discarica” ha chiesto l’aiuto divino, hanno acceso la curiosità di molti turisti presenti in piazza ai quali a fatica hanno provato a spiegare perché solo a Roma la gestione di un servizio come i rifiuti, si sia traformata in un’azione di ostilità contro una comunità che ha reagito in pace. E i turisti, basiti, hanno ascoltato le loro ragioni sgranando gli occhi per lo stupore.
Al motto “aiutati che Dio t’aiuta” la comunità che si è riunita intorno al Santuario, al termine dell’Angelus ha varato un’altra serie di iniziative “laiche”. Per lunedì mattina gli striscioni si sposteranno sotto la sede della Giunta Regionale per chiedere un incontro con il presidente della Giunta. Poi sarà anche “Ferragosto in discarica” con una serie di iniziative tra Santuario e presidio.
Spiega Massimiliano De Jiuliis, vicepresidente del I Muncipio: “Dopo aver richiesto aiuto a Papa Francesco, poi saremo a richiedere spiegazioni al Presidente Zingaretti sul perché si ostina nel volere la Discarica al Divino Amore mentre chiude nettamente ad altre possibilità che vengono addirittura dal ministero della difesa. Vogliamo inoltre sapere perché in data 25 giugno ha comunicato ai cittadini del quadrante che “nulla è stato autorizzato e ne lo sarà”, facendo riferimento proprio ad impianti e discariche, mentre un mese dopo ci vorrebbe come post Malagrotta. Invece di chiudersi nel suo palazzo sarebbe ora che cominciasse ad ascoltare e ricevere chi ha molto da dire, soprattutto dal punto di vista tecnico legale, su questa grottesca vicenda”.

