di Claudio Roma
Per cambiare verso alla sanità del Lazio non bastano più le buone intenzioni. Dopo quasi 24 mesi di governo il Presidente Zingaretti ha tracciato un segno labile e il cambiamento ad oggi è solo e poco piu di un accenno. Lo dice una lettura onesta dei dati comunicati. Iniziamo dai conti. Sono oggettivamente e sensibilmente migliorati. L’ultimo tavolo tecnico ministeriale ha sbloccato 65 milioni di euro e certificato che dopo quasi 8 anni di commissariamento il disavanzo annuale è inferiore a quel 5% definito come valore soglia per uscire dalla fase dell’emergenza.
Tutto bene? Solo un po’. La Regione è sotto il limite fissato soprattutto perché ha avuto piu risorse in sede di ripartizione del fondo sanitario anche in seguito al riconoscimento dei dati Istat sulla popolazione. A Zingaretti e alla sua azione va dunque riconosciuto il fatto di non aver creato altro debito, di aver bloccato la deriva fallimentare. Ma le tasse restano per tutti le piu alte d’Italia e per 500mila con reddito oltre i 35mila euro, si trasformeranno nel 2015 in uno stratosferico salasso.
A loro sarà applicata un’aliquota Irpef del 3.3 per cento necessaria per restituire allo Stato i miliardi presi in prestito per pagare i debiti pregressi e garantire ai quasi tutti fornitori del servizio sanitario regionale pagamenti in tempi europei. L’operazione di richiedere il prestito governativo doveva essere fatta perché ha permesso di abbassare l’esposizione debitoria complessiva, ha permesso a centinaia di aziende sull’orlo del fallimento di salvarsi, e immesso liquidità nel sistema. I dati del pil regionale dicono che la manovra ha funzionato. E però ora il conto si presenta ai 500mila. Il sistema delle strutture private regge ma scricchiola ed a pagare il prezzo del difficile equilibrio sono i lavoratori. Intanto però mentre tutto il sistema ospedaliero si ritrae entro un perimetro sempre piu ridotto, le strutture private religiose, in particolare quelle con annessa università, crescono di ruolo, di letti e risorse. Meno al pubblico, piu al privato, si potrebbe affermare e non è affermazione rinvenibile nel vocabolario della sinistra.
Le Case della Salute avamposti della nuova sanità territoriale dovevano in breve tempo diventare un rete diffusa e capillare. Dovevano essere 48. Ad oggi ne sono operative solo sette, piu di sei volte in meno di quelle annunciate. Nel 2014 in base ai piani operativi le basi di elisoccorso di Latina e Viterbo dovevano diventare operative sulle 24 ore come quella di Roma. Encomiabile l’obiettivo di questa scelta: assicurare a tutti i cittadini del Lazio, disse sostanzialmente il presidente Zingaretti, la stessa copertura assistenziale in caso di emergenza 24 ore su 24 , 365 giorni l’anno.
Di quella scelta fino ad oggi non c’è traccia. Anzi stando alle denunce di Storace la società che gestisce l’elisoccorso non viene pagata da oltre un anno. Dunque anche di questa buona idea rimane ad oggi solo l’ accenno. Stesso discorso per quanto riguarda la presa in carico dei pazienti cronici. Progetto avanzatissimo. Doveva partire a novembre, partirà forse a gennaio, ma forse no. Cosi la sperimentazione della ricetta informatizzata. La sperimentazione doveva partire a novembre a Viterbo e nella Asl Roma D. E’ stata rinviata anch’essa a gennaio. Forse. Gli atti aziendali sono stati consegnati dai Direttori generali entro la data stabilita, ma ancora non si ha notizia di quando saranno valutati e approvati. In realtà il tutto doveva concludersi entro il 15 gennaio, forse diverranno atti cogenti la prossima primavera.
Varato anche il progetto per collegare informaticamente tutti i pronto soccorso con un sistema di trasmissione di dati e immagini. Questa rete doveva diventare realtà dal primo gennaio ma ad oggi non se ne è saputo piu nulla. Da gennaio 2015 chiude il Forlanini ma in questo caso sul suo futuro non vi è da parte dell’Amministrazione Zingaretti manco l’accenno di un’idea. Tra tanti accenni sospesi nel cielo della buona volontà tappezzato di comunicati stampa, qualcosa di piu concreto è costituito dalla rete degli ambulatori dei medici di medicina generale medici aperti nel week end e nei festivi: ne sono gia operativi a Roma 12 sui 18, saranno utili ai cittadini ed al sistema sanitario per fronteggiare meglio la prossima epidemia influenzale. Forse, come suggerisce l’attuazione tempestiva di questo progetto è venuto il tempo di accelerare il passo.
Ancora oggi il 53% del fondo sanitario regionale è impegnato sulla rete ospedaliera ed il 47 sul territorio. Questa proporzione deve essere ribaltata significa spostare risorse da una settore all’altro . E finora anche in questo caso ha prevalso l’enunciazione di una tendenza che nella realtà è rimasto un bell’accenno. Questa stagione sembra finita. Dopo due anni è ora di aprirne un’altra, qualcosa di piu di una serie di suggestivi accenni.

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L’INCHIESTA. Dopo 24 mesi di governo di Nicola Zingaretti l’unico cambiamento è quello di non aver aumentato il debito. La deriva fallimentare si blocca ma il prezzo lo pagherà chi guadagna oltre 35 mila euro l’anno. Il sistema pubblico perde posti letto a vantaggio dell strutture private religiose. Le promesse Case della Salute dovevano essere 48 invece ne funzionano solo 7. Nel 2015 chiude il Forlanini ma sul futuro non ci sono idee. E la ricetta informatica è ancora carta
