di Valentina Renzopaoli
Quando c’è lei alla consolle il pubblico si infiamma: eletta dj più sexy del mondo da un portale dedicato al fetish, ex modella ed ex hostess, la sua passione viscerale è la musica. In arte tutti la conoscono come Dj Blade ma il suo vero nome è Emanuela Familiari, romana, nata e cresciuta nel quartiere di San Giovanni, è una delle dj donne più amate e popolari. Da ventitre mesi è diventata mamma di Giammarco, nato dalla relazione con l’attore Enrico Silvestrin.
Come nasce il suo pseudonimo Dj Blade?
“E’ un nome legato al mio periodo techno, in particolare al film del 1998 “Blade” sui vampiri, era nato per scherzo e ormai sono 13 anni che lo porto addosso”.
Da quando è una dj?
“Ho iniziato nel 2000: quando sono tornata a Roma dopo aver vissuto per un periodo a Londra, ho deciso di frequentare un corso”.
Partiamo dall’inizio: la sua prima esperienza professionale avviene nel mondo della moda...
“Sì, a 21 anni ho partecipato ad uno dei concorsi più importanti a livello mondiale “The Look of the Year” arrivando finalista, per qualche anno ho lavorato come modella tra Roma e Milano per l’agenzia Elite Model Look, poi ad un certo punto ho deciso che era ora di cambiare aria e nel ’97 mi sono trasferita a Londra”.
Quanto è rimasta in Inghilterra?
“Ho vissuto lì tre anni, ho frequentato corsi di inglese e di make up”.
E perché è tornata di Italia?
“Nel 2000 sono stata contattata dall’Alitalia, a cui avevo mandato un curriculum, e così ho iniziato a volare come hostess di lungo raggio. Quando non volavo lavoravo come dj nei locali. Una doppia attività durata quattro anni: nel 2004 dopo cinque contratti stagionali da dieci mesi ciascuno in Alitalia ho scelto. La mia vita sarebbe stata dedicata alla musica”.
Dove ha iniziato a lavorare come dj?
“Mi sono proposta in una piccolo locale di Testaccio, il Jungle Club, dove poi sono diventata resident. All’epoca andava molto di moda My Space, era la più importante vetrina per farsi conoscere”.
Quali sono i locali più importanti dove ha suonato?
“Sono stata resident al Qube, all’Alien, Radio Londra, Goa, Art Cafè”.
Dieci anni fa non era frequente trovare una donna dietro la consolle: la sua bellezza le ha dato una mano per arrivare al successo?
“Diciamo che la bellezza aiuta e fa un po’ la differenza”.
Aveva un suo stile particolare?
“Amavo Betty Page e quando ho iniziato ero conosciuta per il mio look fetish, avevo costumi di latex e i capelli neri con frangia. Sono stata bionda solo due anni, ma il biondo non mi ha portato fortuna, quindi mai più bionda”.
Negli ultimi anni si è diffusa la moda delle donne dj, cosa è cambiato in questo mondo?
“Negli ultimi tre o quattro anni c’è stato un vero e proprio boom: la dj donna si vende meglio nei locali e la grande diffusione del digitale e di software per suonare con modesta difficoltà ha fatto il resto. Comunque non parlo solo di donne, dico che in generale ultimamente sono diventati tutti djs dagli ex tronisti alle ex pornostar e la conoscenza musicale spesso passa in secondo piano”.
Lei anche lavora con i software?
“Io lavoro con i cd, ho imparato con il vinile ultimamente uso anche il software Traktor ma più che altro per diletto a casa”.
Quanti cd possiede?
“Ne ho diverse collezioni, un numero impressionante”.
Qual è il suo genere musicale preferito?
“Il primo amore è stata la techno industrial, intorno al 2011 ho cambiato genere, spostandomi sulla house e sull’elettronica, sicuramente generi più digeribili in una città come Roma”.
Quante ore al giorno ascolta musica?
“Almeno tre o quattro, è necessario per conoscere le novità e ascoltare i nuovi pezzi. Scelgo a intuito, secondo il mio gusto personale, e penso che se non sono entusiasta io di un pezzo non lo saranno nemmeno gli altri”.
Quali qualità bisogna avere per essere un buon dj. Ops, una buona dj?
“Avere una cultura musicale ovviamente è scontato, credo la qualità più importante sia quella di riuscire a sviluppare un’empatia con il pubblico. La scaletta non può essere rispettata alla lettera, bisogna seguire e percepire le vibrazioni, ascoltare il pubblico”.
E quali qualità ha un buon pubblico?
“Un buon pubblico non è andato oltre il terzo drink. Dopo il terzo la musica passa sicuramente in secondo piano”.
Com’è il mondo della notte romano rispetto a quello delle altri capitali europee?
“Un po’ passami il termine ‘provinciale’ ma comunque popolato da persone variopinte e particolari. Nelle grandi città europee c’è una maggiore cultura musicale, da noi spesso diventa più importante il divertimento legato allo sballo”.
Ma a lei piace andare in discoteca a ballare e a divertirsi?
“A dire la verità a me piace il mio lavoro, entro in discoteca solo per lavorare, non vado a ballare da tanto tempo e partecipo solo ad eventi particolari”.
Come mai?
“Forse perché quando si passa dall’altra parte si diventa più critici. Quando infilo le cuffie mi concentro sulla musica e sul dancefloor”.
Ventitre mesi fa è nato Giammarco: come si concilia il suo lavoro con la gestione di un bambino così piccolo?
“Ho lavorato fino al quinto mese di gravidanza all’Art Caffè al Galoppatoio di Villa Borghese, quando la pancia è diventata troppo evidente mi sono dovuta fermare. E ho ricominciato quando Giammarco aveva circa quattro mesi. Certo, l’organizzazione era un po’ complicata per via dell’allattamento ma ora riesco a gestire meglio gli impegni professionali”.
Com’è essere mamma?
“Essere mamma è molto bello ma anche molto impegnativo, anche perché io sono impegnata 24 ore col bimbo abitando da sola”.
Il bimbo è nato dalla sua relazione con Enrico Silvestrin, attore e conduttore, un volto noto al grande pubblico, una storia poi finita, posso chiederle come mai?
“Io ed Enrico ci eravamo conosciuti nel 2007 mentre lavoravamo all’Alien. É stata una storia lunga quattro anni, una storia e una convivenza importante per tutti e due, coronata con il concepimento del bambino. Poi, lui ha capito che non eravamo compatibili e tutto è finito, e devo dire che probabilmente aveva ragione”.
Quindi ora è single, non vorrebbe innamorarsi di nuovo?
“Per ora voglio occuparmi di mio figlio, l’amore fa perdere troppo tempo”.
Parliamo dei suoi prossimi progetti, il primo obiettivo?
“Uscirà a breve una traccia firmata da me ed un remix in collaborazione con un’altro dj Ormai la figura del dj che passa solo brani di altri è quasi morta. Tutti i dj sono anche dei producer. Con piacere la stagione invernale inizierò una collaborazione lavorativa con il Giam all’Alpheus e con Venus Rising la serata di sole donne del Goa, dopo l’esperienza meravigliosa e positiva del Gay Village estivo”.
Fotografie per gentile concessione di Daniela Annino e Karem di Paola

