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Tangenti a Ciampino aeroporto. In manette ex direttore e manager Enac

All’alba Squadra Mobile e Polizia di Frontiera hanno eseguito 6 ordinanze di custodia cautelare. Arrestati 6 funzionari tra cui l’ex capo dello scalo e un imprenditore. L’accusa è di associazione a delinquere per corruzione, falso e frode

Ancora tangenti e ancora arresti eccellenti. Nella rete della Squadra Mobile di Roma è finito l’aeroporto di Ciampino, il secondo scalo di Roma per traffico di passeggeri.
Nelle prime ore della mattinata la Squadra Mobile di Roma e la Polizia di Frontiera presso l’aeroporto di Ciampino hanno eseguito 6 ordinanze di custodia cautelare emesse dal Tribunale di Roma nell’ambito di un’attività investigativa coordinata dal sostituto procuratore presso la Procura della Repubblica di Roma dottor Mario Palazzi nei confronti dell’ex Direttore dello scalo di Ciampino, funzionari dell’Enac ed un imprenditore.

In particolare sono finiti in carcere Massimiliano Mantovano, imprenditore, Sergio Legante, ex direttore dell’aeroporto di Ciampino e degli aeroporti minori del Lazio, Alfonso Mele, ingegnere in servizio presso l’Enac. Ai domiciliari sono invece finiti Adriano Revelant, geometra e collaboratore di Mantovano, Luigi Guerrini, già dipendente Enac attualmente in quiescenza, Renato Lolli, dipendente Enac in servizio a Ciampino.
L’accusa per tutti è di associazione a delinquere finalizzata ai reati di corruzione, turbata libertà degli incanti, falso e frode nelle pubbliche forniture.

Gli indagati sono accusati di aver costituito un’organizzazione criminale che nel periodo temporale compreso tra il 2009 e l’inizio del 2014, ha fatto in modo che tutti i lavori eseguiti presso gli aeroporti minori del Lazio, in particolare presso quello di Roma – Urbe, fossero illegittimamente assegnati alle società riconducibili ad un imprenditore, capo dell’organizzazione criminale.
Le indagini hanno consentito di rilevare che alcuni lavori assegnati non sono stati eseguiti affatto oppure sono stati eseguiti parzialmente e/o in difformità dei relativi capitolati tecnici. Il danno erariale complessivo è pari a otto milioni di euro, a fronte di una spesa di circa 12 milioni affrontata dall’Ente.
Un sistema collaudato: ad ogni appalto partecipavano tre, quattro ditte tutte riconducibili a Mantovano che risultavano assegnatarie a rotazione. In alcuni casi poi a fronte di pagamenti sempre compiuti dall’Enac, i lavori o non erano svolti o solo in parte o subappaltati a ditte collegate per somme inferiori a quelle percepite dalla ditta aggiudicatrice della gara. Un’abbissale differenza tra l’importo della gara e il costo reale dei lavori è fuori da ogni logica di mercato. Le gare condotte in maniera illegale sono state almeno una decina secondo chi indaga.