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Trasporti Roma, sciopero senza paralisi. Sulle strade vince sempre il caos

Taxi introvabili per il sesto giorno, c’è la grande adunata di Uri

Lo sciopero dei trasporti è servito ma non è paralisi dei mezzi pubblici. La metro A, puntuale per la prima volta come un orologio ha chiuso le porte delle stazioni alle 8,30. La B-B1 ancora trasporta ma con pochi treni, così come la Roma-Lido.

 

Con i tassisti di tutta Italia riuniti nella sede del 3570 sotto il vessillo di Uritaxi, Roma vive l’ennesimo giorni di caos, perché lo sciopero Atac, indipendentemente dalla quantità di bus e tram in servizio, è già un dramma per via dell’effetto annuncio. E così in strada si riversano tutte le macchine e le moto che normalmente rimangono al lato dei marciapiedi o nei box dei pochi fortunati.

Chi invece l’auto non la può utilizzare, anticipa lo spostamento sino al termine ultimo segnato dall’ora fatidica. E allora dalle 7 in poi chi prende le metropolitane è condannato alla vita della sardina in scatola.
Il bollettino dell’Agenzia per la Mobilità che misteriosamente rende noto ciò che “non fanno” i cugini di Atac, aggiunge che la fantomatica Termini-Centocelle è “attiva con forti riduzioni di corse”. Mentre la Roma-Viterbo è regolare. Per bus e tram bisogna attendere i rientri nei depositi, poi la “conta” che fa Atac e che poi viene trasmessa all’Agenzia, che quindi la racconta alla città. Se autisti e macchinisti incrociano le braccia, i burocrati della comunicazione sopravvivono a tutto.

Così è Roma, un dramma nel dramma. Mercoledì 22 febbraio, solo coperto dalle nuvole e il consueto caos. Martedì erano i tassisti, oggi gli autisti. Avanti c’è posto nella cloaca che ingoia se stessa e poi la vomita sulle strade.