Sono tutti riconducibili al gruppo “Roma”, protagonista dello sciopero del tifo contro le barriere installate all’interno delle curve dello stadio Olimpico i 12 ultrà giallorossi ritenuti responsabili Digos della Questura di Roma dell’aggressione ai danni di alcuni turisti svedesi nelle ore antecedenti al derby del 3 aprile scorso.
Tutto era inziato quando alcuni turisti svedesi che stavano mangiando in un pub di via Palestro sono stati colti alle spalle: a scatenare la violenza gratuita sarebbe stata una maglia della Lazio indossata da uno dei turisti, che fu ferito con una coltellata a un gluteo e colpito alla testa con un casco, riportando lesioni con prognosi di 10 giorni. La violenza degli ultras e’ sfociata anche nel danneggiamento delle suppellettili del pub e di alcuni veicoli in sosta nelle vicinanze. Anche un passante che aveva ripreso l’aggressione con il suo cellulare fu malmenato con calci e pugni.
L’indagine coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica, Albamonte ha portato alla perquisizione delle abitazioni degli indagati, tra cui anche soggetti pregiudicati e già sottoposti a DASPO. Alcuni dei componenti del gruppo di aggressori è già stato coinvolto nell’indagine relativa al rinvenimento di bottiglie molotov all’interno di un auto trovata a ridosso del bar River durante il derby dell’11 gennaio 2015. Gli stessi soggetti si erano anche distinti nella conduzione del corteo non preavvisato svoltosi a Testaccio proprio in concomitanza con il derby del 3 aprile scorso, per il quale proprio la Digos ha fatto scattare la denuncia per i promotori e le sanzioni amministrative per blocco stradale. Proseguono le indagini per risalire all’identità di ulteriori componenti del branco.
