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Un secchio di siringhe usate in municipio. Torpignattara, la protesta anti-tossici

Boom della tossicodipendenza da eroina nella storica area periferica a ridosso di via Casilina. I cittadini esasperati denunciano il degrado delle aree verdi. La replica dell’amministrazione municipale: “Un fenomeno diverso da quello degli anni ’80, potremmo definirlo di eroina 2.0”

Un secchio intero di siringhe,”il frutto di appena qualche ora di raccolta in una mattinata nel prato di via Filarete a Torpignattara” è stato consegnato provocatoriamente dagli attivisti del Comitato di quartiere La Certosa al presidente del V municipio, Gianmarco Palmieri, per denunciare il degrado delle poche aree verdi della storica area periferica a ridosso di via Casilina.

“Riusciremmo a portarne un secchio pieno ogni 15 giorni”, denunciano dal Comitato di quartiere. Il prato situato tra via Filarete e via dei Savorgnan, diventato luogo di rifugio per i tossicomani della zona, non è l’unico spazio lasciato al degrado.
“Il mercato coperto di via Raparelli è diventato luogo di spaccio dell’eroina – spiegano ancora dal Comitato – ormai da 4 o 5 anni, l’eroina si è di nuovo diffusa capillarmente dopo anni che sembrava sparita dalla città”.

Il problema di quell’area verde, spiega Stefano Veglianti, vice-presidente del V° municipio, è il fatto che sia di proprietà privata e che, nonostante l’amministrazione abbia tentato di convincere i proprietari ad un uso pubblico almeno di una parte, abbia sempre avuto come risposta “picche”. “I proprietari da tempo hanno avanzato l’intenzione di costruire palazzi abitativi su quel costone in discesa – ha spiegato Veglianti – peraltro il tufo sottostante è anche cedevole e infatti tempo fa una parte è venuta giù e abbiamo dovuto metterla in sicurezza”.
Veglianti ammette che quel punto verde è affidato per la pulizia e la manutenzione proprio al municipio: “Non è stato fatto abbastanza da parte nostra – dice – ma la situazione è bloccata anche per le pretese di edificazione della proprietà”.

Il boom della tossicodipendenza da eroina nel quartiere si fa sentire. “Proprio nel momento in cui si sta rapidamente diffondendo l’uso dello stupefacente anche tra gli immigrati, il Ser.T. Di via Casilina è stato depotenziato e ridotto di alcuni servizi – continua ancora Veglianti – siamo di fronte ad un fenomeno diverso da quello degli anni ’80, potremmo definirlo di eroina 2.0 contro il quale la risposta non può essere soltanto di tipo repressivo”.
L’installazione di un distributore automatico di siringhe h24 fuori dalla farmacia di via Filarete ha contribuito a peggiorare la situazione, dice il vice-presidente: “I ragazzi tossicodipendenti arrivano lì, prendono la siringa, si bucano e la buttano per strada”. Un altro luogo critico, nei pressi, è proprio il mercato di via Raparelli, ristrutturato appena qualche anno fa e già semi-abbandonato. E’ lì, secondo il Comitato di quartiere, che si è spostato lo spaccio di eroina.

“Fu un errore fare la copertura del mercato proprio là – conclude Veglianti – in un tratto di strada stretto dove è difficile fare lo scarico merci perchè non c’è spazio e in più ormai i mercati rionali hanno perso competitività con la grande distribuzione per cui è fortemente sottoutilizzato”. Risultato: nel mercato ci sono meno della metà dei banchi dello storico mercato all’aperto del quartiere e il resto è lasciato al degrado.