di Valentina Renzopaoli
Il sole e la luna, le due facce della stessa medaglia, l’uno l’opposto dell’altra: vulcanica e travolgente l’una, riflessiva e delicatamente raffinata l’altra. Le lega la determinazione e l’impegno in un comune obiettivo, oltre che un immenso affetto e il sangue che scorre nelle loro vene. Anna Maria Premici e Giovanna Montanucci, 63 e 38 anni, sono mamma e figlia. Pensionata l’una, archeologa l’altra, da sei mesi hanno unito le loro energie per creare un piccolo gioiellino di famiglia in un angolo della Roma che non ti aspetti, un ristorantino a misura d’uomo e di palato dove chi entra viene accolto come se fosse a casa. Si chiama NOI, ossia Nuova Osteria Romana.
Come nasce la passione per la cucina?
ANNA: Nasce dalla mia famiglia, romana da sette generazioni e amante del buon cibo. A casa mia cucinavano mio padre e mio nonno, e da quando papà non c’è più i piatti che cucinava lui li preparo io e questo me lo fa sentire vicino.
GIOVANNA: Più che per la cucina la mia passione è per il cibo. In fin de conti è uno degli argomenti preferiti di noi italiani.
Qual’è il piatto che vi ricorda la vostra infanzia?
ANNA: Sicuramente i primi romani: la gricia, l’amatriciana, la carbonara. Quando ero ragazzina la carne e il pesce si mangiavano una volta a settimana, per risparmiare si ripiegava su un bel piatto sostanzioso di pasta.
GIOVANNA: La pasta con il ragù denso denso con sopra le polpettine.
ANNA: Era l’unico modo per farle mangiare la carne.
Giovanna cosa ricorda delle cena in famiglia di quando eri bambina?
GIOVANNA: Nel mio cuore ci sono le tante sere trascorse nella nostra casa vicino Rieti, dove abbiamo un grande giardino e addirittura due cucine e poi una grande macchina del gas che veniva usata soprattutto per fare le marmellate.
Signora Anna è lei che fa le marmellate?
ANNA: Adoro farle anche se non le mangio.
Perché avete deciso di aprire un ristorante?
ANNA: Quando due anni fa sono andata in pensione ho pensato di unire la mia passione ad un’attività che coinvolgesse anche i miei figli. Non mi è mai piaciuta l’idea di diventare una pensionata senza interessi, sono sempre stata in attività e il ristorante oggi mi riempie la vita e poi mi consente di stare a contatto con la gente.
Che lavoro faceva prima?
ANNA: Ho lavorato per trent’anni alla Fondazione Enasarco e dirigevo il personale esterno, gestivo io i rapporti con gli inquilini e affrontavo quotidianamente le loro mille problematiche. Il mio ufficio era una specie di trincea, l’unico anello di congiunzione tra la Fondazione e la gente.
GIOVANNA: Mia madre era soprannominata “la domatrice di circo”.
In un periodo di crisi avete avuto un bel coraggio…
ANNA: Sì, ci abbiamo pensato e riflettuto ma poi ci siamo lanciati. Molti dicono che siamo coraggiosi, il che equivale a dire che siamo un po’ matti.
E lei Giovanna perché si è lanciata in questa avventura?
GIOVANNA: Mi piaceva l’idea di aprire un locale e abbiamo pensato ad un ristorante, non uno qualsiasi, un ristorante che aderisse al nostro modo di essere e rispecchiasse la nostra tradizione e il nostro stile. Io e mio marito abbiamo sempre avuto l’abitudine di andare spesso a cena fuori con gli amici, così ci siamo detti: perché non creare un luogo che possa diventare un punto di riferimento di incontro?
E ci siete riusciti?
GIOVANNA: Le confesso che mi sorprende quanto quello che volevo si stia realizzando. Io credo molto negli incastri giusti del destino che seguono il flusso delle cose. Se si sta con le antenne sintonizzate si riesce a captare ciò che il vento porta. Certo l’impegno è notevole visto che ho anche un altro lavoro.
Quale altro lavoro svolge?
GIOVANNA: Lavoro all’Anci, una Fondazione che si occupa di economia e finanza locale, ma in realtà sono laureata in Archeologia.
Sognava di fare l’archeologa?
GIOVANNA: Gli studi che ho fatto sono un bagaglio culturale che fa parte di me. Non rimpiango nulla perché credo sia giusto vivere le opportunità che capitano anche al di là delle nostre intenzioni. Oggi mi diverto a dare consigli e indicazioni ai turisti che frequentano il ristorante sui luoghi da visitare, visto che sono anche una guida turistica.
Quindi la sua giornata è impegnatissima?
GIOVANNA: In effetti direi di sì: quando esco dal primo lavoro vengo al ristorante, non stacco mai. Ma devo ammettere che il carico di lavoro più grande ricade sulla mamma.
ANNA: Devo ammettere che non credevo ce l’avesse fatta a condurre due attività contemporaneamente, è dura, la capisco, ma non bisogna farsi spaventare, il rammarico è maggiore nel non tentare.
GIOVANNA: E’ un’avventura faticosa e impegnativa ma è una grande soddisfazione sapere che abbiamo creato qualcosa dal nulla e lo abbiamo fatto insieme, credo sia un posto speciale.
ANNA: Attenzione Giovanna che chi si loda si sbroda…
Mamma e figlia insieme: è facile o difficile lavorare l’una a fianco dell’altra?
GIOVANNA: Ogni tanto ci scontriamo, ma la cosa non mi spaventa perché è una vita ormai che bisticciamo e andiamo comunque avanti beatamente. Non siamo permalose e gli scontri così come si accendono, dopo poco di spengono.
Signora Anna mi dica un pregio e un difetto di sua figlia Giovanna.
ANNA: Secondo i miei parametri è un lenta e po’ troppo delicatina, ha bisogno spesso di essere spronata.
E questi sono i difetti, ora i pregi.
ANNA: Vediamo…
Non ne trova nemmeno uno?
ANNA: Mah…sì…diciamo che è brava a comunicare con le persone, è aggraziata e sensibile.
GIOVANNA: Ma si rende conto? Che sforzo ha fatto per trovare un pregio?
Ora tocca a lei Giovanna dirmi un pregio e un difetto di sua madre Anna.
GIOVANNA: Mia madre ha una grandissima carica umana, è piena di energia e carica positiva, è un vulcano che travolge ma a volte è poco riflessiva.
Una donna impegnativa sua madre: è stato difficile emergere senza rimanere oscurata dalla sua ombra?
GIOVANNA: E’ una donna molto forte e molto presente. Ho dovuto temprare il mio carattere e la mia indole riflessiva e posata per potermi confrontare con lei.
ANNA: A volte temo che i miei figli si siano appoggiati troppo a me, con il senno del poi, in un’altra vita sarei meno chioccia, li lascerei crescere in modo più indipendente.
Il menù del vostro ristorante sembra un racconto, chi l’ha ideato?
GIOVANNA: Io e mio marito. Si tratta di un menù selezionato perché vogliamo essere sicuri di ciò che proponiamo. Pochi piatti, scelti bene in base ai prodotti di stagione e a ingredienti particolari. In effetti si tratta di un menù romanzato, abbiamo spiegato e raccontato i nostri piatti e le possibili varianti. Inoltre abbiamo indicato alcune idee e piccole attenzioni che abbiamo deciso di offrire ai nostri clienti?
Me le svela?
GIOVANNA: Innanzitutto un aperitivo di benvenuto per onorare il senso di accoglienza e incentivare il buon umore, poi occhiali da vista serviti su un cesto di vimini con le diverse gradazioni per tutti quelli che li scordano a casa in modo che possano leggere comodamente il nostro menù, inoltre proponiamo il “diritto di tappo” per chi preferisce accompagnare il proprio pasto con la sua bottiglia di vino preferita, benché vi assicuro che la nostra carta è fornita e di qualità. Infine abbiamo fatto una scelta low cost per quanto riguarda l’acqua.
Mi spieghi
GIOVANNA: Ci piace offrire in una caraffa l’acqua di Roma gratuita, perché è buona ed è un peccato non utilizzarla. Ovviamente per chi preferisce siamo ben forniti di acqua imbottigliata.
Quali sono i vostri piatti forti?
ANNA: Abbiamo voluto fare un percorso tra radizione e creatività con piatti che vanno dall’intramontabile carbonara preparata con le pappardelle fatte a mano e un pizzico di tartufo, fino al tagliolino con peperoni e menta. Panzanella con il mio basilico fresco e bistecche cotte sulla pietra lavica.
GIOVANNA: Il mio piatto preferito è la pasta con le melanzane, pomodorini e ricotta salata con basilico fresco.
E’ vero che lei e suo marito vi siete sposati a New York?
GIOVANNA: E’ vero: abbiamo fatto una follia, durante un viaggio nel 2012 negli Stati Uniti abbiamo deciso di sposarci senza dire niente a nessuno. Con l’anello al dito ho chiamato mia madre via skype per informarla.
E lei signora Anna come l’ha presa?
ANNA: Vuole la verità? Quando mi ha annunciato che mi avrebbe dovuto dare una notizia ho sperato che fosse incinta.
E’ rimasta delusa?
ANNA: Un pochino: io non vedo l’ora di diventare nonna, per un nipotino lascerei tutto il resto e Giovanna lo sa.
Giovanna ha intenzione di fare questo nipotino?
GIOVANNA: Il desiderio c’è, ma io e Marcello siamo sposati ancora da poco, stiamo prendendo le misure e ci stiamo organizzando.






