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Zingaretti Pd, offre due assessori all’M5S. Regione Lazio, il delitto perfetto

Si estende anche nel Lazio l’accordo di Governo. Zingaretti vara il rimpasto e cambia due assessori Pd con M5S. Chi esce e chi entra

Il vice Daniele Leodori, pochi minuti dopo il via libera al Governo Conte bis: “Ora vediamo nel Lazio cosa possiamo fare per trasformare l’accordo nazionale in un modello da esportare nelle altre Regioni”

di Fabio Carosi

Pd-M5S, accordo fatto anche alla Regione Lazio: via due assessori Pd, Gian Paolo Manzella e Lorenza Bonaccorsi il primo pronto per la nomina a sottosegretario con Roberto Gualtieri, l’altra che probabilmente seguirà Gentiloni in Europa e dentro la Giunta zoppa, quella sopravvissuta col patto d’Aula, arrivano due esponenti M5S.

I rumor si rincorrono da due giorni ma alle “chiacchiere” si aggiungono due conferme: una da ambiente Pd che racconta come il “pontiere” di Zingaretti, il vice Daniele Leodori, pochi minuti dopo il via libera al Governo Conte bis e prima ancora che la piattaforma Rousseau restituisse il risultato, abbia incontrato il presidente del gruppo M5S, Roberta Lombardi e abbia anticipato la nuova politica regionale del Pd: “Ora vediamo nel Lazio cosa possiamo fare per trasformare l’accordo nazionale in un modello da esportare nelle altre Regioni”.

E proprio la Lombardi, avrebbe in corso le trattative per indicare i due nomi per la Giunta, sempre ammesso che uno di questi non sia il suo. Con i voti dei Cinque Stelle a garantire la maggioranza in Consiglio, Zingaretti avrebbe quadrato il cerchio e no dovrebbe più attingere al gruppo misto dei fuoriusciti Cavallari e Cangemi per tenersi in piedi al prezzo di qualche cortesiuccia soprannominato Patto d’aula.

Oltre all’ipotesi di nominare assessore la Lombardi, c’è una seconda trattaiva in corso: Zingaretti vorrebbe evotare la nomina di un consigliere ad assessore e sembra abbia chiesto al Movimento Cinque Stelle di indicare due tecnici.

Rispetto al risultato elettorale e ai rapporti tra le opposizioni, zar Nicola dovrebbe riuscire a compiere il “delitto perfetto”. E pensare che non più tardi di 15 giorni fa la Lega aveva aperto le grandi manovre per portare Durigon a candidarsi in vista delle elezioni.