“Per due anni Diana e io siamo stati inseparabili. Dopo che se ne è andata, ho passato momenti difficili, molto difficili. Tutti noi viviamo dei traumi e andiamo avanti, ma è dura ritrovarteli davanti troppo spesso”, così Hasnat Khan, il chirurgo di origine pachistana che è stato l’ultimo grande amore di lady Diana, ricorda per la prima volta in una intervista pubblicata dal settimanale “Chi”, la sua storia segreta con la sfortunata principessa del Galles. Hasnat Khan si è deciso a parlare, 16 anni dopo la tragedia in cui morì Lady D, per rispondere alla ricostruzione del loro amore fatta dal film “Diana-La storia segreta di Lady D” con Naomi Watts nel quale si racconta che la famiglia del cardiochirurgo, di fede musulmana, avrebbe osteggiato il loro rapporto. “L’idea che i miei genitori non approvassero la mia relazione con Diana è un’assurdità”, dice Hasnat Khan. “Diana è piaciuta molto a mio padre e a mia madre, a mia nonna e a tutti i parenti che l’hanno conosciuta: nessuno ha mai fatto obiezioni al nostro rapporto. Erano molto felici per noi e dissero chiaramente che ci avrebbero sostenuti: entrambi avevamo la loro benedizione. La trama del film equivale a un tradimento sia del rapporto fra me e Diana, sia di quello fra me e la mia famiglia”.
Il cardiochirurgo continua nelle opere umanitarie che tanto impegnavano la principessa, prestando servizio gratuitamente in un ospedale di Addis Abeba. “Talvolta, quando opero i bambini etiopi, ho la netta sensazione che Diana sia ancora con me”, rivela il medico. “Non in senso religioso o spirituale, ma nel modo in cui ti senti quando, nella vita, hai conosciuto qualcuno davvero molto bene e sai istintivamente come reagirebbe in una certa situazione. Sono state dette molte cose su Diana. Alcune sono giuste, ma altre sono completamente sbagliate. Se per due anni sei inseparabile da una persona, riesci a capire se qualcosa le viene o no dal cuore. Le opere di beneficenza di Diana le venivano da dentro, dal profondo: nessuno ti insegna a occuparti degli altri come faceva lei”.

