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Cronache
ariel castro 500

Gli agenti dell'Fbi che, insieme alla polizia dell'Ohio, indagano sul sequestro delle tre giovani donne salvate ieri dopo circa un decennio di prigionia in una casa alla periferia di Cleveland, hanno aperto un'inchiesta per accertare se con loro abbia condiviso la detenzione una quarta ragazza che manca all'appello dal luglio 2007: lo ha dichiarato al quotidiano 'Cleveland Plain Dealer' un portavoce dell'agenzia investigativa federale Usa.

Si tratta di Ashley Summers, svanita nel luglio 2007 quando aveva 14 anni, quindi piu' di recente rispetto a Michelle Knight, Amanda Berry e Gina DeJesus, sparite rispettivamente nel 2002, nel 2003 e nel 2004.
 

Le ultime tracce conosciute di Ashley conducono alla stessa zona dove a suo tempo si persero quelle delle altre tre. Tutte e quattro, inoltre, in origine risiedevano nella parte occidentale di Cleveland, e gli inquirenti ipotizzano che tra le vicende possa esservi piu' di un collegamento. Gia' nel 2009 lo stesso Fbi escluse che Ashley si fosse allontanata da casa di propria volonta'. Una settimana dopo la scomparsa dell'adolescente, la famiglia ricevette una misteriosa telefonata in cui si alludeva a lei. La nonna e' inoltre convinta di averla scorta, nel novembre dello stesso anno, a bordo di un'auto in transito: l'avrebbe riconosciuta malgrado avesse i capelli tinti. Al network televisivo 'Cnn' la zia di Ashley, Debra Summers, ha dichiarato che tutti i congiunti continuano a sperare in un "miracolo", nonostante la delusione per il fatto che non sia stata trovata subito viva, insieme alle altre giovani. Il padrone dell'abitazione dove queste ultime sono rimaste segregate fino all'altroieri, il 52enne Ariel Castro, e' stato arrestato insieme ai due fratelli, Pedro e Onil, sospettati di complicita'. Conclusi gli interrogatori, i tre uomini in giornata dovrebbero essere formalmente messi sotto accusa, ma la complessita' del caso potrebbe prolungare le indagini, e far ritardare l'avvio del processo.

ARIEL CASTRO: "AIUTATEMI, SONO UN PREDATORE SESSUALE" - "Sono un predatore sessuale, bisognoso di aiuto": cosi' si autodefiniva Ariel Castro, l'aguzzino delle tre giovani donne, tenute ostaggio per dieci anni della casa degli orrori di Seymour Avenue, secondo le ultime rivelazione dei media locali. Alla tv locale WOIO il reporter investigativo Scott Taylor ha riportato il contenuto di una nota trovata nella casa di Castro. "Sono un predatore sessuale e ho bisogno di aiuto". E cosi' prosegue la nota: "loro sono qui contro la propria volonta' perche' hanno accettato il passaggio di uno sconosciuto. Non so perche' vado ancora a caccia di altro, ne ho gia' due in mio possesso". In un'altra nota, a detta del giornalista, Castro avrebbe espresso la volonta' di suicidarsi e lasciare tutto il suo denaro alle tre vittime. Il capo della polizia di Cleveland, Ed Tomba, ha confermato l'esistenza di "una nota sul suicido" durante la conferenza stampa con le tv locali. "C'e' un'altra parte di prove che abbiamo trovato di cui non posso parlare - ha aggiunto il capo della polizia - sono stati rinvenute oltre 200 elementi dalla casa di Seymour Avenue. Tutte queste saranno agli atti del processo".

CAUZIONE DA 8 MILIONI DI DOLLARI PER L'AGUZZINO - E' di otto milioni di dollari, oltre sei milioni di euro, la cauzione fissata dal tribunale per il rilascio di Ariel Castro, l'uomo che ha rapito e stuprato per dieci anni tre donne a Cleveland. Una cauzione altissima che garantira' che Castro non possa uscire dal carcere visto che non possiede una tale somma di denaro, come ha spiegato il legale d'ufficio, Kathleen DeMetz, nel corso dell'udienza in cui l'ex autista di scuolabus e' comparso per la prima volta dalla cattura davanti al magistrato. Il 52enne non ha fatto alcuna dichiarazione e si e' limitato a rimanere in piedi mentre la corte stabiliva una cauzione di due milioni di dollari (1 milione e mezzo di euro circa) per ciascuna delle vittime: le tre donne e il bambino nato nel corso della loro prigionia. Castro e' stato accusato formalmente di quattro reati di sequestro e tre di stupro. Ariel Castro "ha manipolato e ha ingannato, le accuse contro di lui sono basate sul suo comportamento depravato, premeditato, con cui ha preso tre giovani ragazze dalle strade di Cleveland per usarle a proprio piacimento", ha detto il procuratore della contea, Brian Murphy. "Due delle vittime -ha continuato Murphy- sono state punite con una prigionia terrificante per piu' di dieci anni e una terza per quasi dieci, e una ulteriore pena e' stata inflitta a una bambina nata in cattivita'. E durante la prigionia sono state ripetutamente picchiate e sessualmente molestate, senza che mai ricevessero il permesso di lasciare l'abitazione".

INCRIMINATO STUPRO E RAPIMENTO SOLO ARIEL CASTRO - Il procuratore distrettuale di Cleveland, Victor Perez, ha incriminato solo Ariel Castro con l'accusa di rapimento e stupro delle tre donne di Cleveland, Amanda Berry, Gina DeJesus e Michelle Knight (che ha tenuto prigioniere per 10 anni nella sua casa insieme alla figlia di Amanda, mentre non ha proceduto contro i due fratelli, Pedro e Onil, che erano stati arrestati insieme a lui. In particolare Ariel dovra' rispondere dui 4 accuse di rapimento e tre di stupro. Per l polizia l'uomo, 52 anni, non e' sospettato di aver commesso altri crimini. La polizia di Cleveland ha spiegato che "non ha trovato alcun elemento per concludere che (Onil e Pedro Castro) siano coinvolti o sapessero alcunche'", delle donne tenute prigioniere dal fratello Ariel. Michelle Knight, vista l'ultima volta nel 2002, Amanda Berry, scomparsa l'anno dopo e Gina DeJesus, sparita nel 2004 sono state ritrovate lunedi dopo che un vicino di Ariel castro ha aiutato Amanda ad aprire la porta. Insieme a loro e' stata tratta in salvo una bambina di 6 anni che si ritiene sia figlia di Amanda Berry. La polizia di Cleveland ha aggiunto che nei 10 anni della loro prigionia le tre donne non hanno mai lasciato la casa di Castro tranne due volte in cui e' stato concesso loro di spingersi al massimo fino al garage ma sempre dentro la proprieta' del loro aguzzino ed in entrambi i casi per pochissimi minuti. Gli agenti hanno anche confermato che l'unica possibilita' di salvezza per le tre donne e' stata quella colta da Amanda Berry lunedi'.

IL PRECEDENTE  -  Natascha Kampusch ebbe rapporti sessuali con il suo rapitore, Wolfgang Priklopil, ma non vuole piu' parlarne: e' stata la stessa ragazza austriaca sequestrata nel 1998 a Vienna all'eta' di 10 anni e liberata nel 2006 a confermarlo, nel corso del talk show "Guenther Jauch" della tv tedesca Ard.

Natascha e' comparsa in tv per promuovere il film "3096 giorni", tratto dalla sua biografia pubblicata nel 2010 con lo stesso titolo, che uscira' il 28 febbraio nelle sale tedesche. La Natascha-bambina e' interpretata dall'attrice inglese Amelia Pidgeon e quello da ragazza dalla britannica Antonia Campell-Hughes. Nella sua biografia, la giovane austriaca aveva scritto che con il suo rapitore "non ci fu sesso": "L'uomo che mi picchio', che mi chiuse in uno scantinato e mi fece soffrire la fame cercava carezze". Nel film che sta per uscire, pero', vengono mostrate inequivocabili scene di sesso. Alla domanda di Jauch se lei avesse dato il suo consenso, Natascha ha spiegato che il contenuto dei verbali dei suoi interrogatori era stato reso pubblico e quindi non lo si poteva piu' negare.

 

In una deposizione dell'agosto 2006, Natascha affermava di aver dormito regolarmente con Prikopil e di aver avuto rapporti sessuali volontari con lui. E in una delle prime deposizioni aveva raccontato che a fine 1998 il suo rapitore le chiese se sapesse cosa capitava agli uomini che non hanno rapporti con le donne per tanto tempo. "Il film e' un modo per dire all'opinione pubblica che e' andata cosi', adesso potete vederlo, ma poi lasciatemi in pace?", ha chiesto l'intervistatore a proposito delle scene di sesso, ottenendo come risposta: "Esattamente". Alla domanda sul perche' non sia fuggita prima, Natascha ha risposto di essere stata soggetta ad "una pressione durata anni, una prigione intima, che mi ha impedito di liberarmi. Lui mi intimava di non guardare nessuno e mi diceva che avrebbe accoltellato o fatto di peggio a chiunque avesse tentato di aiutarmi". Il rapporto tra Natascha e il suo aguzzino, morto sotto un treno mentre era inseguito dalla polizia, e' stato al centro di molte discussioni, perche' sembra che si fosse creato un legame, magari per il fatto che in pratica lei era diventata ragazza e donna durante la prigionia. In un'intervista allo 'Spiegel' la Kampusch ha dichiarato che "forse sarebbe stato meglio se Priklopil fosse ancora in vita": almeno, ha spiegato, "sarebbe stato chiaro che la vittima sono io, adesso si pensa che sia stata io a fare qualcosa al colpevole e mi tocca sopportarlo". Natascha parla anche del fatto che in Austria si sente spesso circondata da un clima di ostilita': "Per me e' una cosa molto duro da sopportare, poiche' e' come se venissi spinta ad emigrare all'estero oppure ad ammazzarmi".

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