Il super manager della Cpl Concordia è stato uno stretto collaboratore di Bobo Craxi quando era sottosegretario alla Farnesina. Il ministro? Era D’Alema. Francesco Simone parla ai pm e spiega il sistema degli appalti. Nelle intercettazioni i rapporti con i politici: “Ho dato una mano a Tremonti e sono più schifato di prima”. Spunta il caso Shalabajeva: “Conosco bene l’ambasciatore kazako, lì dalle parte della questura c’è più di qualcuno a libro paga”. Le lettere a Craxi in “esilio”: “Vorrei aprire un’azienda in Tunisia”.
SIMONE E I RAPPORTI COI CRAXI – Francesco Simone, dopo una carriera interrotta per motivi misteriosi nel Partito Socialista negli anni Ottanta. Aveva ricevuto il compito di riorganizzare e strutturare i giovani socialisti. Poi, all’improvviso, l’allontanamento in circostanza piuttosto oscure. Ma il rapporto con Craxi resta. Simone sembra essere uno dei più vicini a Bettino Craxi. Tra i documenti messi a disposizione dalla Fondazione Craxi, riporta Repubblica, una serie di lettere e scambi tra Simone e Craxi da Hammamet. In un biglietto del 1999 Simone paventa a Craxi “l’ipotesi concreta di realizzare insieme a Bobo un’azienda agricola per colture orticole” in Tunisia. Ma, spiega Repubblica, non risulta che Craxi abbia risposto. Sarebbe rimasto sempre forte invece il legame con Bobo Craxi.
L’UOMO DELLA CPL ALLA FARNESINA – Simone segue Bobo Craxi anche negli anni successivi alla morte di Bettino. Sta con lui quando appoggia il governo Berlusconi per poi passare al governo Prodi del 2006. Proprio in quegli anni potrebbe essere avvenuta la conoscenza tra Simone e D’Alema (ricordiamo ancora una volta non indagato dai pm di Napoli) poi sfociata nell’acquisto di vini e libri. Già, perché Bobo Craxi era il sottosegretario della Farnesina quando D’Alema era il ministro degli Esteri.
I LEGAMI CON TREMONTI – Nel frattempo, mentre proseguono gli interrogatori allo stesso Simone, emergono altre intercettazioni che gettano una luce sui rapporti della Cpl Concordia con il mondo della politica. In un’informativa dei carabinieri del Noe si legge, come riporta Repubblica: “La vicinanza all’ambiente politico-istituzionale, e nello specifico la conoscenza con Giulio Tremonti, rappresenta per Francesco Simone un mezzo per agevolare l’iter delle trattative e dei progetti”. Tra le intercettazioni ce n’è una dell’aprile 2013 nella quale Simone parla di Tremonti: “Ho dato una mano a lui e adesso sono più schifato di prima, ovviamente il suo rapporto e la sua vicinanza con lui mi crea delle opportunità, delle relazioni importanti, però faccio il mio lavoro, faccio le relazioni istituzionali per alcuni gruppi importanti che sono nel settore energetico, nel settore infrastrutture”.
IL CASO SHALABAJEVA – Nelle carte spunta anche qualche riferimento al caso di Alma Shalabajeva, la moglie del dissidente kazako Ablyazov. In un’intercettazione, riportata da Repubblica, Simone, alla domanda dell’interlocutore, risponde così sul caso: “La vedo che politicamente è un disastro… Questi litigano sul kazako che è una vergogna. Perché che cazzo, Io conosco bene l’ambasciatore del Kazakistan, è a libro paga più di qualcuno lì, dalle parti della questura. Quello è andato, gli ha detto che è un pericoloso delinquente, senza dirgli che è un rifugiato politico. Quelli si sono come dire scappellati.. e gli hanno fatto ‘sta marchetta, senza che secondo me veramente il ministro (Alfano, ndr) sapesse un cazzo (…) Questa è la mia opinione. L’ambasciatore kazako che è uno molto generoso con qualcuno da quelle parti… Questo lo so quasi per certo”.

