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Siero Astrazeneca, sette morti per trombosi in Gran Bretagna

I casi si sono verificati su 18 milioni di dosi del siero somministrate. Lo ha reso noto oggi la Medicines and Healthcare Products Regulatory Agency (MHRA)

Siero Astrazeneca, sette morti per trombosi in Gran Bretagna
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Sette persone sono morte nel Regno Unito a causa di coaguli di sangue dopo essere state vaccinate contro il coronavirus con il siero di AstraZeneca: lo ha reso noto oggi la Medicines and Healthcare Products Regulatory Agency (MHRA). Ieri la stessa MHRA aveva detto di avere identificato 30 casi di eventi avversi riguardanti la coagulazione del sangue su oltre 18 milioni di somministrazioni dello stesso vaccino. 

“Il rischio di avere questo tipo di coaguli di sangue è molto basso”, ha detto la direttrice dell’ente regolatore britannico, June Raine, in un comunicato trasmesso all’Afp. “I benefici dei vaccini contro il Covid-19 continuano a superare i rischi”, ha aggiunto, sottolineando che la vaccinazione è “l’unico modo efficace per ridurre i decessi e le forme gravi della malattia”.

Intanto, dopo la raccomandazione di somministrare il vaccino antiCovid di AstraZeneca solo alle persone con più  di 60 anni, secondo quanto ha appreso l’Ansa dalla “bozza di decisione” presentata giovedì sera dall’autorità  vaccinale tedesca, ora la Commissione vaccinale permanente tedesca (Stiko) starebbe valutando di consigliare agli under 60, che abbiano già  ricevuto la prima dose di AstraZeneca, di farsi inoculare per la seconda dose un vaccino diverso a mRna (cioè  quelli di Pfizer e Moderna).

Ieri anche l’Olanda ha deciso di sospendere temporaneamente la vaccinazione delle persone di età  inferiore ai 60 anni con il vaccino AstraZeneca. La misura è  stata adottata per precauzione, dopo che sono stati registrati alcuni casi di effetti collaterali, con trombosi estesa in combinazione con un basso numero di piastrine dopo la vaccinazione. L’effetto indesiderato si è verificato da 7 a 10 giorni dopo l’immunizzazione in donne di eta’  compresa tra 25 e 65 anni. Ciò’ ha spinto il ministero della Salute a decidere per la sospensione.    

Quanto alla nuova raccomandazione della Germania di dare il farmaco di AstraZeneca solo agli over60 (accompagnata da quella di poterlo somministrare a pazienti piu’  giovani ma a discrezione del loro medico), questa era stata data il 30 marzo sulla base dei dati attualmente disponibili sul verificarsi di effetti collaterali tromboembolici rari ma molto gravi. Ieri è emersa questa nuova bozza che verra’  valutata nei prossimi giorni. “Discutero’  della procedura esatta mercoledi’  con i ministri della Salute dei Laender”, ha scritto su Twitter il ministro tedesco della Salute, Jens Spahn, dopo il parere della Stiko.

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“La raccomandazione complementare della Stiko sulla seconda inoculazione del vaccino  fa chiarezza per i 2,2 milioni di cittadini sotto i 60 anni che hanno ricevuto una prima dose di AstraZeneca”, ha aggiunto.      Un’ipotesi, quella del mix di vaccini, che non viene bocciata dagli esperti, ma che anzi, trova possibilisti anche gli immunologi italiani. Secondo Sergio Abrignani, immunologo e membro del Cts (Comitato tecnico scientifico), “e’  una cosa che ha senso, perche’  immunologicamente puo’  funzionare. Da immunologo – continua – sono certo che usare dopo la prima dose con AstraZeneca uno degli altri due vaccini a Rna approvati in Europa per la seconda dose funzionera’ , perche’  immunizzano tutti, inducendo una forte risposte immunitaria contro la proteina Spike”.

Tuttavia, “le regole europee impongono che prima di iniettare qualsiasi cosa nell’uomo si debba fare uno studio clinico controllato – prosegue Abrignani – e io non so se se i tedeschi ne abbiano fatto uno, perche’  al momento non ci sono dati pubblicati in tal senso”.  Possibilista anche l’immunologo Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto Mario Negri di Milano, secondo cui l’idea tedesca “non e’  irragionevole” e lo dimostrerebbe il fatto “che nel Regno Unito, gia’  da qualche mese e’  stato avviato uno studio su 800 volontari approvato dal comitato etico e dalle autorita’ sanitarie britanniche, che sta studiando proprio questo”, continua.

“Stanno cioe’  confrontando gruppi – prosegue Remuzzi – dove ad alcuni viene data la prima dose di vaccino AstraZeneca e la seconda di Pfizer, un altro a cui danno la prima con mezza dose di AstraZeneca e la seconda intera e un altro ancora in cui si danno due mezze dosi”. Essendo iniziato da qualche mese, secondo Remuzzi “i risultati dovrebbero arrivare nel giro di pochi mesi. Si tratta di una questione di un certo interesse, perche’  i vaccini ad Rna inducono una risposta anticorpale diversa da quella dei vaccini a vettore virale, e potrebbe quindi anche emergere che i due tipi di vaccino hanno un’azione complementare. Puo’  darsi che magari anche in Germania decidano di procedere in tal senso all’interno di una sperimentazione”.