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Viaggi, il green pass diventa un incubo. “Sono guarito ma non risulta”

Milioni i certificati con problematiche. E senza, spostarsi all’estero è quasi impossibile. Tamponi a pagamento e lunghe quarantene

Viaggi, il green pass diventa un incubo. “Sono guarito ma non risulta”
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Viaggi, il green pass diventa un incubo. “Sono guarito ma non risulta”
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Viaggi, il green pass diventa un incubo. “Sono guarito ma non risulta”

Il Coronavirus in Italia continua a far paura nonostante i dati siano in calo. A preoccupare adesso è la rapida diffusione della variante delta e gli studi che mostrano un’efficacia dei vaccini su quel ceppo meno efficace di quanto si sperasse (Pfizer perde il 30% di forza). Ma l’altro grande problema è legato alla campagna vaccinale, che a causa delle tante incertezze ha subito un rallentamento. Non c’è pace però anche per chi è immunizzato, qui la nuova incognita si chiama Green Pass, diventato un incubo per i viaggiatori.

Stefania e Luigi – si legge su Repubblica – sono guariti dal Covid a Pasqua. Con il certificato di guarigione, però, hanno diritto al Green Pass e dunque a potersi spostare liberamente in Europa per sei mesi, ma tre sono già passati e la certificazione verde non riescono a ottenerla. Nè sul cellulare nè sulla mail è arrivato il codice necessario a scaricarla e adesso che tra una settimana devono partire per la Grecia non hanno altra strada che fare un tampone, all’andata e al ritorno. Come loro, nel limbo dei “sospesi” del Green Pass – prosegue Repubblica – sono milioni di italiani, residenti nel nostro Paese ma anche all’estero che pure vaccinati, secondo quanto prevede il Dpcm firmato dal premier Draghi l’1 giugno, hanno diritto a ottenere la certificazione verde per gli usi consentiti dalla legge in Italia e in Europa. E così dei 42 milioni di Green Pass caricati dal ministero della Salute sulla piattaforma sono 22 milioni quelli di cittadini che non riescono a scaricarli.