Di Vincenzo Gallo
L’inchiesta della Procura di Firenze sulle grandi opere ha fatto emergere un sistema di gestione di fondi pubblici che pare abbia permesso anche ad uno dei professionisti arrestati di gestire appalti, attraverso gli incarichi di direzione dei lavori, per almeno 25 miliardi di euro.
Al di là degli aspetti penali che sarà la magistratura a valutare, è da sottolineare che questa concentrazioni di incarichi è avvenuta in un momento di grave crisi, che ha portato alla chiusura di molte imprese e studi professionali e alla perdita migliaia di posti di lavoro, soprattutto nel settore delle costruzioni.
Per favorire la crescita e ridurre l’enorme debito pubblico non si possono chiedere grandi sacrifici alle persone più deboli, riducendo anche i loro diritti, ma continuando nello stesso tempo a gestire senza adeguata razionalità, trasparenza ed equità il denaro pubblico.
Un sistema economico non può reggere a lungo con questi squilibri, che minano la stabilità sociale e la sicurezza. Ed il problema non riguarda solo l’ Italia.
E’ da sottolineare al riguardo che l’ultimo rapporto di Oxfam, un network internazionale di 17 organizzazioni di paesi diversi per ottenere un maggior impatto nella lotta globale contro la povertà e l’ingiustizia, elaborando dati del Credit Suisse e della rivista Forbes, ha evidenziato che la metà della popolazione mondiale più povera nel 2014 ha avuto un reddito annuale pari a quello dei 92 uomini più ricchi del pianeta.
La ricchezza degli 80 uomini più ricchi al mondo è raddoppiata in termini nominali dal 2009 al 2014, mentre la ricchezza del 50% più povero nello stesso periodo è diminuita.
I settori di appartenenza di questi super ricchi sono soprattutto quello finanziario/assicurativo e quello farmaceutico/sanitario.
C’è necessità pertanto di ridurre questa eccessiva disuguaglianza e fare maggiori sforzi per garantire a livello locale e globale pari opportunità e una vita dignitosa a tutti i cittadini.
