Tassa sulla fortuna aumenta all’8%, taglio di un terzo delle slot presenti nei bar e nelle sale scommesse e divieto di pubblicità esteso alla fascia oraria protetta, tra le 16 e le 19.
Sono i contenuti dell’ultima bozza del decreto sui giochi che entrerà nel pacchetto attuativo della delega fiscale in programma al cdm di venerdì. Le nuove regole, previste dall’articolo 14 della delega sulla riforma del Fisco, puntano a due obiettivi, difficili da coordinare: l’aumento delle entrate per l’Erario e il contenimento di un fenomeno, quello del gioco diffuso, che ha assunto dimensioni tali da determinare effetti preoccupanti sul piano sociale.
Al primo dei due obiettivi risponde direttamente l’aumento dal 6 all’8 per cento dell’imposta sulle vincite lotterie e gratta e vinci (anche se resta da stabilire la nuova soglia oltre la quale scatta il prelievo, oggi fissata a 500 euro); l’imposta si applica su giochi numerici, lotterie istantanee e videolotteries.
Per mettere un freno alla diffusione dei giochi automatici che affollano bar e locali pubblici, invece, il decreto mette in campo nuovi limiti all’installazione, che dovrebbero però scattare solo dal 2017. In pratica, le regole in arrivo prevedono la possibilità di collocare una slot ogni 7 metri quadrati, senza la possibilità di superare le sei macchine per locale. In ogni caso, le slot non potranno essere visibili dalla strada, mentre ben in evidenza (come già previsto oggi) dovrà essere il divieto di utilizzo per i minori.
Fin qui i parametri per i locali pubblici non specificamente dedicati al gioco: nelle gaming hall, la cui superficie non potrà essere inferiore a 50 metri quadrati, le macchinette potranno essere una ogni tre metri quadrati.
Secondo le stime, l’insieme di queste regole dovrebbe ridurre di quasi un terzo la “popolazione” attuale delle slot, con la scomparsa di 80-100mila delle 350mila slot attualmente censite.
