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Cronache

di Antonino D'Anna

Occhi puntati sul Concistoro del 30 settembre che fisserà la data della cerimonia di canonizzazione di Giovanni Paolo II e Giovanni XXIII. Si parla dell'8 dicembre prossimo ma, in particolare, la sorpresa potrebbe essere data dalla presenza di entrambi i Papi all'altare, che potrebbero anche concelebrare insieme in quell'occasione. Le voci che arrivano da Oltretevere ad Affaritaliani parlano quindi di un clamoroso ritorno in pubblico di Joseph Ratzinger, che peraltro è anche apparso in pubblico insieme al suo successore Jorge Mario Bergoglio il 5 luglio scorso quando lo Stato della Città del Vaticano è stato consacrato a San Michele Arcangelo.

BENEDETTO PARLA ANCORA- Certo, questo potrebbe creare non pochi problemi ai liturgisti e in particolare al Cerimoniere Guido Marini: l'ipotesi di due Pontefici concelebranti fino ad oggi non si è ancora verificata, ma in questo caso sarebbe un precedente non da poco. Sembra che il Papa potrebbe addirittura dire alcune cose, o comunque intervenire con un breve intervento dopo la messa. Sembra che Francesco avrebbe proposto a Benedetto di concelebrare, e il Papa avrebbe accettato. “A Dio piacendo”, questa sarebbe stata la risposta. Sembra che il Papa emerito – se non concelebrerà – sarà presente alla Messa su un tronetto separato da quello di Bergoglio e separato dai posti dedicati ai cardinali. A proposito: sembra che il Pontefice emerito, dopo la lettera inviata a Piergiorgio Odifreddi e pubblicata su Repubblica, potrebbe riservare ulteriori sorprese. Ratzinger, infatti, sta continuando a scrivere. E il materiale che sta producendo sarebbe ancora tanto, al punto che c'è chi prevede nuove “uscite” pubbliche del precedessore di Francesco.

RIFORME NON SEMPRE GRADITE- A proposito di Bergoglio: le sue riforme annunciate e il suo stile completamente diverso da quello dei predecessori, sembra non essere apprezzato da alcuni settori della Curia. Tanto che i conservatori starebbero iniziando a discutere di un futuro, possibile conclave. Nessun complotto, sia chiaro: semplicemente, i conservatori starebbero iniziando a guardare al domani, a tracciare l'identikit di un possibile successore di Francesco in grado di smorzare le riforme – in atto e annunciate – che ha in mente il Papa gesuita. Ma per loro è un problema: sono al momento divisi e soprattutto a sostenere questo Papa sono latinoamericani, americani (che hanno i soldi in mano), parte del Vecchio continente come ad esempio la Chiesa francese e quella spagnola. Settori che non vogliono eventuali “riforme delle riforme” e sostengono il Papa venuto “dalla fine del mondo”.

SAREBBE STATO GIOVANNI XXIV- Vedremo. Nel frattempo spunta un interessante retroscena, firmato da Gianluca Barile sul suo blog “Tu es Petrus” (http://blog.libero.it/tuespetrus/). Barile, ex direttore del quotidiano Petrus da lui fondato in onore di Benedetto XVI e oggi presidente dell'Associazione Cattolica Internazionale “Tu es Petrus”: nel 2005, se Bergoglio fosse stato eletto Papa, si sarebbe chiamato Giovanni XXIV, proprio come Angelo Giuseppe Roncalli. Così avrebbe infatti risposto al cardinale Francesco Marchisano, dalle radici piemontesi come il futuro Francesco, all'atto dell'elezione di Ratzinger. Marchisano era allora Arciprete della Basilica di San Pietro. Un particolare che spiega il perché Sua Santità è sempre molto attento alla figura del Papa venuto dalla nobiltà dei campi di Sotto il Monte (BG). E perché, di sua iniziativa, nel luglio scorso ha ritenuto così salda la fama di santità del Papa che aprì il Concilio Vaticano II nel 1962, da promuoverlo alla santità senza bisogno di un ulteriore miracolo. Una procedura particolare utilizzata in pochi casi quando la fama di santità si ritiene quantomai evidente e acclarata.

GEORG SEMPRE PIU' CARDINALE- Per finire. Avevamo parlato ieri della possibile promozione di monsignor Georg Gaenswein alla sede episcopale di Colonia e la sua promozione al cardinalato. Il cardinalato è comunque vicino per monsignor Georg, riconfermato per un quinquennio alla guida della Prefettura della Casa Pontificia da Francesco, visto che al Prefetto spetta – mentre è in carica o comunque al momento di lasciarla – la berretta cardinalizia. È successo con Dino Monduzzi (1922- 2006), che fu Prefetto dal 1986 al 1998, e con James Harvey, predecessore proprio di monsignor Gaenswein. Classe 1956, a poco meno di 60 anni il segretario particolare del Papa emerito potrebbe diventare cardinale e quindi prendere parte al prossimo Conclave. Con la conferma del suo peso e del suo ruolo in questa Chiesa che vive oggi una curiosa diarchia. A proposito: c'è un nome che continua a salire nelle quotazioni di un possibile concistoro targato Bergoglio: quelle dell'attuale Rettore dell'Università Cattolica Argentina Victor Manuel Fernandez, di cui Affaritaliani ha scritto qualche mese fa. Classe 1962, sacerdote dal 1985, è un teologo di fama apprezzato da Bergoglio. E laggiù nella Pampa si dice che una chiamata da Roma con un biglietto di sola andata per l'Italia potrebbe arrivare: del resto, Francesco ha bisogno di concistori grazie ai quali nominare uomini capaci di appoggiare la sua linea.

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