Francia: sospettati furto Louvre, 2 incriminati e 3 rilasciati
Due delle cinque persone arrestate mercoledì sera nell’ambito delle indagini sulla rapina al Louvre sono state incriminate, mentre tre sono state rilasciate, secondo quanto appreso da fonti di polizia e da fonti vicine al caso. Tra gli incriminati c’è una donna di 38 anni, processata per complicità in rapina organizzata e associazione a delinquere posta oggi in custodia cautelare da un giudice.
Colpo al Louvre, 38enne accusata di complicità nel furto
Una donna di 38 anni arrestata questa settimana insieme ad altre quattro persone per il furto di gioielli al Louvre è stata accusata di complicità in furto organizzato e associazione a delinquere finalizzata a commettere un crimine. Oggi è comparsa oggi davanti a un magistrato, che deciderà se detenerla. La sospettata vive nella periferia nord di Parigi, a La Courneuve. Nei giorni scorsi, per il furto da 88 milioni di euro erano già state arrestate due persone. I due uomini di 34 e 39 anni, aveva affermato la procuratrice di Parigi Laure Beccuau in conferenza stampa, “hanno parzialmente riconosciuto la loro partecipazione al furto”. La procuratrice ha fatto sapere che “non esclude la possibilità” di un gruppo più ampio di rapinatori e ha sottolineato che “nulla permette a questo punto di affermare che i malfattori avrebbero beneficiato di una complicità all’interno del Museo”. Mentre le indagini proseguono, i gioielli rubati non sono ancora stati ritrovati.
Louvre: entro fine anno nuovi dispositivi anti-furti
Nuovi dispositivi anti-intrusione e barriere contro le auto-ariete. Sono alcune delle “misure di urgenza” decise a protezione del Louvre e che dovrebbero essere operative già entro la fine dell’anno, come annunciato dalla ministra della Cultura Rachida Dati. “Per oltre 20 anni – ha detto a Tf1, a quasi due settimane dal furto spettacolare di otto gioielli della corona di Francia per un bottino di 88 milioni di euro – c’è stata una cronica sottovalutazione delle intrusioni e dei rischi di furto. Non possiamo continuare così”. Dopo aver letto il rapporto iniziale su quanto successo la mattina del 19 ottobre, nel quale si denunciano protocolli di risposta alle intrusioni “completamente obsoleti”, Dati ha ribadito che i sistemi di sicurezza interni del museo più visitato al mondo (9 milioni di presenze nel 2024) hanno funzionato, ma fuori dall’edificio si sono registrate “grosse lacune di sicurezza”.

