Il dettaglio emerge solo dopo la diretta, quando le telecamere sono spente e le ricostruzioni diventano più precise.
È in quel momento che Pennini torna su quanto notato sulle braccia di Alberto Stasi.
Tutto parte da una segnalazione del collega Serra:
«Mi sembra che Alberto abbia del rossore, forse dei graffi».
In un primo momento Pennini riferisce di non aver notato nulla. Dice di aver parlato con Stasi da vicino senza vedere segni evidenti. Poi però viene invitata ad avvicinarsi ulteriormente.
Ed è lì che nota due piccoli graffi e un lieve arrossamento, su un solo braccio, talmente impercettibili da dover avvicinare gli occhi per distinguerli.
Niente di evidente, nessuna ferita macroscopica.
Ma col senno di poi, Pennini aggiunge un particolare che pesa nel racconto: la postura di Stasi, spesso con le braccia conserte, e quel gesto ripetuto di toccarsi nervosamente il braccio.
Un riflesso istintivo?
Un segnale di stress?
O il tentativo di coprire qualcosa di minimo ma reale?
Il racconto, emerso a Mattino Cinque, non offre risposte definitive.
Ma nel caso Garlasco, anche i segni quasi invisibili continuano a lasciare domande aperte.

