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Inchiesta P3, le camere non rispondono. Ecco perché Cosentino, Dell’Utri e Verdini possono salvarsi

nicola cosentino

E’ stata divisa in due parti l’inchiesta riguardante l’attività della cosiddetta P3, che coinvolge 20 persone tra le quali tre esponenti politici. Lo ha deciso il gup Elvira Tamburelli in seguito alla mancata risposta da parte del Parlamento alla domanda del magistrato se possano essere utilizzate alcune intercettazioni telefoniche riferite agli esponenti del Pdl Denis Verdini, Marcello Dell’Utri e Nicola Cosentino. La loro posizione è stata percio’ separata e il relativo procedimento è stato rinviato al prossimo 3 dicembre in attesa che dal Parlamento vengano date le risposte richieste.

Una decisione che arriva anche a causa dei ritardi di Camera e Senato. Le due giunte per le autorizzazioni dei due rami del Parlamento non hanno mai risposto alla richiesta del giudice di Roma. Il gip Elvira Tamburello avava richiesto l’autorizzazione a utilizzare le intercettazioni legate ai tre parlamentari indagati: Cosentino, Dell’Utri e Verdini. Ma dal Parlamento non è ancora arrivato nessun parere.

Se la risposta della politica dovesse arrivare in tempi brevi non è escluso che il procedimento a carico dei tre parlamentari (o ex parlamentari) possa essere riunito a quello riguardante gli altri indagati. Ma la legge non prevede un termine rigido in questi casi. E perciò il procedimento potrebbe avere tempi molto più lenti. Il giudice sollecita una risposta in tempi rapidi. Vedremo se la politica una risposta vorrà finalmente darla.