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L’oro sale ancora, altro che corsa finita e ribassi: prezzi alle stelle. Ma il motivo è uno e spaventa gli investitori

A spingere sono le incertezze del commercio globale dopo che Trump ha imposto una nuova tariffa del 15%

L’oro sale ancora, altro che corsa finita e ribassi: prezzi alle stelle. Ma il motivo è uno e spaventa gli investitori
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Materie prime, l’oro vola sopra i 5.150 dollari con il ritorno dei dazi di Trump: timori per escalation commerciale e dollaro debole

L’oro torna a correre e aggiorna i massimi storici, sostenuto dalle rinnovate tensioni sul fronte commerciale globale. Il metallo prezioso, tradizionale bene rifugio nei momenti di incertezza, è salito dell’1% a 5.154 dollari l’oncia troy, dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha imposto una nuova tariffa del 15%, in seguito alla sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti che ha dichiarato illegali i precedenti dazi.

La decisione ha riacceso i timori di un’escalation nelle relazioni commerciali tra Washington e i suoi partner. “L’incertezza è tornata”, ha affermato Carsten Brzeski, responsabile globale della macroeconomia presso ING, sottolineando che “il rischio di un’escalation tra gli Stati Uniti e i loro partner commerciali è ora più alto rispetto a un anno fa”.

Parallelamente, il dollaro ha registrato un indebolimento dello 0,5% rispetto a un paniere di valute, segnale di una crescente cautela degli investitori. Secondo Mohit Kumar, economista di Jefferies, il limite di 150 giorni previsto per i nuovi dazi – superato il quale sarà necessaria l’approvazione del Congresso – alimenta ulteriori dubbi. “Non sappiamo davvero quale sarà la situazione tariffaria tra sei mesi”, ha osservato, avvertendo che l’incertezza potrebbe incidere sui flussi di capitale diretti verso gli Stati Uniti, con possibili ripercussioni sulla valuta americana.

Sulla stessa linea Trevor Greetham, responsabile degli investimenti multi-asset presso Royal London Asset Management, secondo cui il nuovo regime tariffario appare “garantito come temporaneo” proprio per via del limite dei 150 giorni e dell’avvicinarsi delle elezioni di medio termine negli Stati Uniti.

Un’analisi di Goldman Sachs evidenzia tuttavia come le nuove misure abbiano leggermente ridotto l’aliquota tariffaria complessiva degli Stati Uniti rispetto al periodo precedente alla pronuncia della Corte Suprema. Un elemento che, pur attenuando in parte l’impatto immediato, non è bastato a rassicurare i mercati, con l’oro che continua a beneficiare del clima di incertezza e volatilità.

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