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Meredith Kercher, il legale di Amanda Knox: “Lei ama l’Italia”

Meredith Kercher, il legale di Amanda Knox: “Lei ama l’Italia”
meredith knox sollecito 500 (13)
INTERVISTA/ “La Cassazione ha fatto una cosa rara: ribaltare la sentenza d’appello senza rinvio. Siamo davvero soddisfatti”. Carlo Dalla Vedova, legale di Amanda Knox, commenta la sentenza della Suprema Corte sull’omicidio di Meredith Kercher in un’intervista ad Affaritaliani.it

“La Cassazione ha fatto una cosa rara: ribaltare la sentenza d’appello senza rinvio. Siamo davvero soddisfatti”. Carlo Dalla Vedova, legale di Amanda Knox, commenta la sentenza della Suprema Corte sull’omicidio di Meredith Kercher in un’intervista ad Affaritaliani.it.

Avvocato Dalla Vedova, vi aspettavate un successo del genere?

Ci speravamo. Siamo pienamente soddisfatti perché la Cassazione ha accolto in piano il ricorso. La Suprema Corte ha anche deciso di entrare nel merito, assolvendo Amanda e Raffaele senza rinvio a un nuovo appello. La Cassazione ha deciso sulla base delle norme della quantità delle attività fatte in questo processo. L’ulteriore filtro di un nuovo appello non avrebbe potuto apportare nulla di nuovo rispetto a quello che abbiamo già. Per tutti questi motivi la Cassazione ha fatto una cosa piuttosto rara, accogliendo il ricorso senza un rinvio. E questo ci rende davvero soddisfatti.

Quasi 8 anni di processo per vedersi riconosciuta la propria innocenza. Un po’ troppi?

Guardi, credo che siamo stati abbastanza veloci. Ci sono voluti praticamente due anni per ogni grado. In Italia ci sono tre gradi di giudizio che sono a garanzia dell’imputato e ci vuole il tempo che ci vuole. Forse si poteva essere più cauti nel prendere decisioni. Inizialmente è stato commesso un errore che è stato sottovalutato e poi disconosciuto dalle sentenze di condanna. Ma la cosa importante è che comunque alla fine si sia arrivati all’accertamento della verità. In Italia ci si è riusciti.

Che cosa prova Amanda verso l’Italia dopo tutta questa vicenda?

Voleva venire in Italia più di una volta dopo l’assoluzione nel primo appello. E’ appassionata della nostra lingua e della nostra cultura. Ha scelto Perugia tra tutti i posti del mondo per venire a studiare. Tra Amanda e l’Italia c’è un legame che non credo che sia invariato. Certo, lei qui ha vissuto un incubo. E’ stata 4 anni in prigione e 8 anni sotto processo ma non credo abbia nessun desiderio di rivalsa.

Chiederà i danni per ingiusta detenzione?

Potrebbe farlo, tecnicamente è possibile. Ma non credo che lo farà. La cosa importante era che venisse riconosciuta la sua innocenza.

A questo punto l’unico colpevole resta Rudy Guede. Crede che manchi qualcosa a questa storia?

DI colpevole ne resta uno. Non è che ce ne vogliono per forza altri. C’è una sentenza irrevocabile che dimostra che le cose sono andate in un certo modo, tutto il resto non ci riguarda. Noi ci siamo difesi da un’ingiustizia clamorosa e da un errore colossale. E’ stato fatto un errore all’inizio che andava frenato subito in quel momento. Bisognava ammettere, con molta umiltà, che Amanda non c’entrava nulla. Non è stato fatto, ma l’importante è che alla fine si sia arrivati alla verità.

@LorenzoLamperti