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Offensiva quella parola calabrese usata più volte per l’attentatore


Stamattina abbiamo avuto paura che due nostri carabinieri cadessero per un gesto che sembrava di follia, poi per mezz’ora si è parlato della sua calabresità come automatismo pavloviano di criminalità e delinquenza: dovrebbe esserci più prudenza in alcune dichiarazioni.

L’attentatore era disoccupato da poco e separato e ci sono centinaia di migliaia di padri separati che pure un lavoro ce l’hanno che ormai vivono stabilmente nelle Caritas. Anche questa è un’emergenza che il Governo nuovo dovrebbe prendere in considerazione, con una serie di provvedimenti atti a introdurre detrazioni per il mantenimento dei figli, oggi addirittura nemmeno accettati dal fisco! Rimane l’amarezza di una sorta di equazione prima con la follia e poi con la calabresità che ha trasformato questo novello Erostrato in ciò che non era.

Mario Campanella,
giornalista e scrittore che nel 2006 ha pubblicato per Rubettino il libro “Senza il bacio della Buonanotte”, dedicato alla storia di un padre separato