Partive Iva, settimane chiave. La stangata sulle partite Iva arrivata con la stabilità con l’anno nuovo. Il provvedimento che ha elevato dal 5% al 15% l’aliquota forfettaria per il regime agevolato «dei minimi» riducendo il tetto di fatturato per l’accesso al meccanismo da 30 mila a 15 mila euro è stata una vera batosta per centinaia di migliaia di professionisti che si affacciano sul mercato quest’anno.
I relatori al decreto milleproroghe hanno annunciato la presentazione di alcuni emendamenti al provvedimento all’esame della Camera dei Deputati. I relatori Marchi e Sisto hanno avvertito che sul versante fiscale si sia ragionando su due ipotesi di aggiustamento: «O prorogare la normativa precedente o consentire la scelta» tra vecchio regime (al 5%) e il nuovo (al 15% ma senza limiti, né di durata né di età).
Caccia anche alle risorse per evitare o almeno limitare l’aumento dei contributi per professionisti e freelance iscritti alla gestione separata Inps quindi partite iva. Servono non meno di 180 milioni di euro per riuscire a coprire il congelamento del rincaro dal 27% al 30% (a cui va aggiunto lo 0,72% di quota maternità). Alla fine potrebbe anche spuntare una situazione di compromesso, che consentirebbe non di impedire del tutto l’aumento ma almeno di contenerlo in un solo punto percentuale. In realtà, non bisogna dimenticare che la progressività dei rincari dovrebbe portare a raggiungere addirittura quota 33% nel 2018.

